Stellantis, sciopero a Mirafiori: lavoratori della Fiat 500e bloccano le strade

Stellantis, sciopero a Mirafiori: lavoratori della Fiat 500e bloccano le strade© LAPRESSE

Le parole di Tavares e la decisione della cassa integrazione di quasi due mesi ha mandato su tutte le furie i dipendenti

di Redazione

8 febbraio

Tensioni tra governo e Stellantis, che si manifestano attraverso una serie di stop e proteste (contenute), come lo sciopero spontaneo a Mirafiori dopo le assemblee della Fiom in fabbrica. Seguito delle preoccupante dichiarazioni del segretario generale della Fiom torinese, Edi Lazzi, e del numero uno della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo: “I lavoratori sono preoccupati, vogliono mandare un segnale preciso alle istituzioni. Mirafiori non può chiudere”.

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La situazione negli stabilimenti

Le politiche sugli incentivi del governo, d’altronde, non erano state viste di buon occhio anche dall’ad Carlos Tavares, che aveva manifestato la sua preoccupazione per gli effetti negativi in un’intervista a Bloomberg, effetti che potrebbero mettere a rischio il lavoro (e i lavoratori) di stabilimenti come appunto Mirafiori, ma anche Pomigliano d’Arco.

Per le conoscenze che abbiamo, dal 2027 Mirafiori non avrà più prodotti”, ha detto Airaudo in assemblea. “La Levante cessa in primavera (20 vetture al giorno a oggi), le Maserati sono state rinviate al 2027/28 (10 vetture al giorno), la 500 elettrica da lunedì prossimo andrà a un turno unico per sette settimane di cassa integrazione (220 vetture al giorno). Con questi numeri se non arriveranno nuovi prodotti e non ci sarà un'inversione di tendenza sul mercato europeo, Mirafiori sarà ridotta al lumicino produttivo. Sono 17 anni che dura la cassa integrazione, l'occupazione complessiva del sito è passata da 20.000 a 12.000 lavoratori e lavoratrici. Negli ultimi anni 1.500 impiegati, tecnici e ingegneri hanno lasciato l'azienda per dimissioni o dimissioni incentivate con 120mila euro. Ora basta, vogliamo un piano per Mirafiori che ci porti a 200.000 vetture, come richiesto dalla piattaforma unitaria di Fim, Fiom e Uilm e dia garanzie occupazionali per il prossimo decennio. Il 'caso Mirafiori' deve diventare un caso nazionale, Parigi e Roma se ne devono occupare”.

Secondo la Fiom “le istituzioni locali, dal Comune alla Regione, devono fare la loro parte con strumenti che rendano competitivi il nostro territorio verso Stellantis per l'auto elettrica e per eventuali altri produttori che dovessero arrivare in Italia. Dobbiamo uscire dalla sindrome di Stoccolma, non ci sarà più una famiglia ad occuparsi del nostro futuro”.

Cosa dice il governo?

Dal governo sono arrivate le parole del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che spiega come il nuovo piano di incentivi sia “orientato soprattutto a modelli che si possono realizzare nel nostro Paese. Ci auguriamo che l'azienda risponda rispetto agli obiettivi che si è posta e che ha affermato in tutte le sedi, perché è chiaro che deve esserci un'adeguata risposta sul piano produzione di auto nel nostro Paese” o dal prossimo anno le risorse del fondo automotive “saranno destinate all'incentivo alla produzione e non al consumo”.

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