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Volkswagen accelera sulla sicurezza stradale con l’analisi dei dati reali
Un progetto europeo punta a rendere più efficaci i sistemi di assistenza alla guida sfruttando le informazioni raccolte dai veicoli in condizioni di traffico quotidiano

Luca Talotta
Pubblicato il 30 gennaio 2026, 12:34
La sicurezza stradale torna a essere uno dei terreni decisivi su cui si gioca il futuro dell’automotive europeo. Non solo come obbligo normativo, ma come responsabilità industriale e sociale. In questa direzione si inserisce la nuova iniziativa annunciata da Gruppo Volkswagen, che a partire da gennaio 2026 estenderà a circa 40 Paesi europei – Italia compresa – un programma basato sull’analisi di dati e immagini raccolti dai veicoli dei clienti in situazioni di traffico reale.
Un passaggio che segna un’evoluzione nel modo di sviluppare i sistemi di assistenza alla guida: meno simulazioni, più realtà. Con un principio non negoziabile alla base dell’intero progetto, ovvero il consenso esplicito del cliente, prerequisito fondamentale per qualsiasi raccolta e utilizzo delle informazioni.
Dai test di laboratorio alla strada reale
Il cuore dell’iniziativa è semplice quanto ambizioso: migliorare in modo continuo ADAS e funzioni di guida automatizzata utilizzando dati concreti, generati ogni giorno da migliaia di veicoli in circolazione. Secondo Volkswagen, questo approccio consente di progettare sistemi più efficaci rispetto a quelli sviluppati esclusivamente attraverso test con prototipi o simulazioni digitali.
Le informazioni raccolte permettono di comprendere meglio come i sistemi reagiscono nelle reali condizioni di traffico, spesso molto più complesse e variabili di quelle riprodotte in ambienti controllati. Il risultato atteso è duplice: maggiore comfort per il conducente e un innalzamento complessivo del livello di sicurezza, a beneficio di tutti gli utenti della strada.
I miglioramenti verranno distribuiti tramite aggiornamenti software, rendendo l’auto un prodotto in continua evoluzione. Il programma prenderà il via dal brand Volkswagen per poi coinvolgere progressivamente CUPRA, Škoda, Volkswagen Veicoli Commerciali, Audi e Porsche.
La flotta come rete intelligente
Già oggi, la vasta flotta del Gruppo svolge un ruolo attivo nel miglioramento della sicurezza stradale. Attraverso dati anonimizzati aggregati, vengono create mappe ad alta definizione che aiutano i veicoli, ad esempio, a mantenere correttamente la corsia anche su strade prive di segnaletica orizzontale ben visibile.
Queste informazioni permettono inoltre di affinare avvisi di pericolo e suggerimenti di guida, adattandoli alle condizioni locali come pioggia, nebbia o scarsa illuminazione. Una sorta di intelligenza collettiva che trasforma ogni veicolo in un nodo di una rete più ampia, capace di restituire benefici diffusi e non limitati al singolo automobilista.
Trasmissione dati mirata, non continua
Un aspetto centrale del progetto riguarda le modalità di raccolta delle informazioni. Non è prevista alcuna trasmissione continua di dati. L’attivazione avviene solo in circostanze specifiche, considerate particolarmente rilevanti per l’analisi della sicurezza.
Tra queste rientrano eventi come l’intervento dell’assistente alla frenata d’emergenza, una frenata completa manuale o una manovra evasiva improvvisa. In tali situazioni, il sistema può registrare riprese dell’ambiente circostante, dati provenienti dai sensori, informazioni su velocità, direzione di marcia, angolo di sterzata e condizioni ambientali, inclusi meteo e visibilità.
Un esempio pratico riguarda la gestione delle aree sensibili come passaggi pedonali o zone scolastiche. Se le telecamere rilevano movimenti potenzialmente pericolosi – come bambini che si avvicinano improvvisamente alla carreggiata – il veicolo è in grado di precaricare l’impianto frenante, riducendo i tempi di reazione in caso di emergenza.
Pedoni e ciclisti nel campo visivo dei sistemi
La raccolta dei dati può coinvolgere anche altri utenti della strada, come pedoni e ciclisti presenti nelle immediate vicinanze del veicolo. Un passaggio indispensabile per addestrare sistemi basati su visione artificiale a riconoscere correttamente persone e oggetti, soprattutto in contesti complessi o condizioni di scarsa visibilità.
Volkswagen ribadisce però che le informazioni individuali non sono rilevanti ai fini dell’analisi. Tutti i dati vengono trattati nel pieno rispetto delle normative europee e nazionali sulla protezione della privacy. Il cliente mantiene sempre il controllo: il consenso può essere fornito attraverso i canali messi a disposizione dai singoli brand ed è revocabile in qualsiasi momento.
Un approccio pragmatico alla mobilità del futuro
In un momento storico in cui l’industria dell’auto è chiamata a conciliare transizione tecnologica, sostenibilità e accettazione sociale, l’approccio del Gruppo Volkswagen appare orientato a un pragmatismo tecnologico. Utilizzare i dati per migliorare la sicurezza non significa solo sviluppare auto più intelligenti, ma anche ridurre il divario tra innovazione e vita quotidiana.
La sfida sarà dimostrare, nel tempo, che trasparenza, tutela della privacy e benefici concreti possono coesistere. Se l’equilibrio verrà mantenuto, l’analisi dei dati reali potrebbe diventare uno degli strumenti più efficaci per rendere le strade europee davvero più sicure.
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