Ferrari Luce, manca poco: cosa sappiamo della prima elettrica di Maranello

Lunedì a Roma sarà svelata la prima GT a batteria del Cavallino. Ripercorriamo le fasi dell'annuncio, tra caratteristiche tecniche, prestazioni e interni

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 23 maggio 2026, 11:02 (Aggiornato il 23 maggio 2026, 09:36)

Caracalla, 25 maggio 1947. Al Gran Premio di Roma una Ferrari vince per la prima volta in gara. Roma, 25 maggio 2026: la prima Rossa elettrica avrà finalmente un volto. Ferrari Luce ha anticipato tutte le caratteristiche più nascoste, partendo dalla tecnica del sistema elettrico, le soluzioni all’avanguardia, per continuare con gli interni che tanto hanno fatto discutere gli appassionati.

Resta da scoprire quali forme avrà l’inedita proposta elettrica, che sarà una sorta di manifesto di come Ferrari interpreta le possibilità offerte dai sistemi a batteria. Sarà una vettura a tiratura limitata, che più volte i vertici del Cavallino Rampante hanno sottolineato si rivolgerà a nuovi clienti del marchio e offrirà ai già clienti un’alternativa alle loro Rosse termiche e ibride plug-in. Le forme dei muletti non hanno rivelato molto, se non le proporzioni da granturismo quattro posti, vedremo se e quanto reinterpreterà le soluzioni del passato recente, come Ferrari FF e la successiva GTC4Lusso.

Dimensioni, autonomia e prestazioni

Avrà dimensioni vicine ai 5 metri, con un passo di 2,96 metri e il peso sarà di 2,3 tonnellate. Questo non le impedirà di accelerare in 2”5 sullo 0-100 km/h e di raggiungere i 310 km/h. La trazione sarà sulle quattro ruote, con altrettanti motori elettrici, ciascuno a dare trazione su una singola ruota, che produrranno complessivamente 1.131 cavalli e saranno alimentati dalla batteria da 122 kWh. L’autonomia di marcia sarà di 530 km e la ricarica sarà possibile, in corrente continua, a 350 kW di potenza massima.

Ferrari produrrà i componenti dell’elettrica, come già fa per i suoi modelli ibridi, nel nuovo impianto E-Building, già operativo a Maranello, ma non farà le celle della batteria, che vengono fornite da un partner specializzato.

Tornando ai motogeneratori, i due posteriori erogano 843 cavalli mentre quelli anteriori sviluppano 285 cavalli e sono abbinati, tutti, a una trasmissione che è funzionale a raggiungere una velocità massima elevata ottimizzando i consumi e la velocità di rotazione dei rotori.

Ferrari Luce avrà diverse modalità di guida: Range permetterà di raggiungere l’autonomia di marcia più elevata; Tour consentirà 400 km di percorrenza, mentre Performance svilupperà la massima potenza del sistema, a fronte di un’autonomia inferiore.

Interni rivoluzionari (e discussi)

Queste ultime indicazioni sono emerse, lo scorso febbraio, dalla presentazione degli interni, che hanno rappresentato una rivoluzione assoluta rispetto all’impostazione che conosciamo degli abitacoli Ferrari.

L’impronta del designer degli iPhone, Jonathan Ive celebre per aver disegnato 20 anni di produzione Apple, è netta. Il volante tre razze in alluminio lavorato dal pieno rende omaggio ad alcune Ferrari degli anni Sessanta e Settanta, il quadro strumenti con un elemento in vetro e tre oblò incorniciati dall’alluminio rimandano ai form factor di altre Rosse degli anni Novanta.

Cambia l’interpretazione digitale, anche delle lancette. L’infotainment ha le sembianze di un iPad con un supporto in alluminio che funge da supporto per la mano e appiglio per orientare il display.

Materiali ineccepibili, lavorazioni avanzate come la chiave con display e-ink, che si spegne dopo essere stata riposa nell’alloggiamento sul tunnel, con un gioco di accoppiamenti perfetti, hanno lasciato negli appassionati e nei puristi qualche dubbio sull’integrazione dei singoli elementi. Un abitacolo volutamente minimalista che scopriremo presto come si abbina al design del corpo vettura.

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