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Volkswagen, i rischi della crisi dei chip Nexperia sugli obiettivi 2025

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 30 ottobre 2025, 17:26
Le trimestrali dei Gruppi automobilistici, relative al terzo quarto dell’anno, arrivano in una fase estremamente calda e di tensione per la crisi dei microchip, che minaccia di fermare gli impianti di produzione già nel brevissimo termine. Volkswagen ha confermato che l’attività prosegue normalmente e per la prossima settimana è garantita negli stabilimenti tedeschi. Previsioni che guardano all’immediato, restando difficilmente pronosticabile quale sarà lo stato delle forniture e delle scorte di microchip.
Acea ha sollecitato i protagonisti dell’affare Nexperia a trovare una soluzione senza la quale è a rischio stop la produzione dell’industria automobilistica.
Il peso potenziale della crisi sui risultati operativi
In questo scenario, la presentazione dei risultati finanziari del Gruppo Volkswagen, relativi al terzo trimestre dell’anno, ha confermato gli obiettivi delineati lo scorso settembre sull’esercizio 2025, ponendo però una condizione. Nel ribadire l’obiettivo di un margine operativo di Gruppo tra il 2 e 3%, si sottolinea come sia una previsione fondata sul presupposto che vi sia un’adeguata disponibilità di semiconduttori.
Un portavoce del Gruppo, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, ha confermato che la produzione non è stata impattata al momento dalla carenza di microchip, ”tuttavia, vista la situazione dinamica, non si possono escludere in generale ripercussioni a breve termine sulla rete produttiva del Gruppo Volkswagen”.
Tutti i costruttori sono impegnati nella ricerca di forniture alternative, per supportare la domanda di chip necessaria alla produzione.
Volkswagen: bene le vendite, meno i ricavi
Tornando al dato finanziario del gruppo di Wolfsburg, “nei primi nove mesi dell'anno abbiamo assistito a un quadro contrastante. Da un lato, c'è il successo di mercato dei nostri veicoli con motore a combustione e dei veicoli elettrici, nonché i buoni progressi compiuti nella ristrutturazione.
Dall'altro lato, il risultato finanziario è significativamente più debole rispetto all'anno precedente”, ha sottolineato Arno Antlitz, responsabile dell’area Finanza. Il Gruppo ha venduto 6,6 milioni di veicoli nei primi 9 mesi del 2025, dato in miglioramento dell'1,8% sull'anno precedente. Tuttavia, il risultato operativo è stato del 58% inferiore, a 5,4 miliardi di euro. Nel singolo trimestre, i costi dovuti ai dazi e al riposizionamento della strategia di prodotto Porsche hanno inciso per 1,3 miliardi di euro.
“Ciò è in parte dovuto all'aumento della produzione di veicoli elettrici con margini inferiori. Inoltre, abbiamo registrato oneri, principalmente dovuti all'aumento dei dazi e all'adeguamento della strategia di prodotto di Porsche.
Escludendo tali oneri, il margine operativo del Gruppo è pari al 5,4%, un dato a prima vista rispettabile nell'attuale contesto economico. Tuttavia, l'aumento delle tariffe commerciali ci grava per un importo fino a 5 miliardi di euro su base annua. Tali effetti continueranno a persistere ed è per questo che dobbiamo attuare con rigore i programmi di performance in atto, portare avanti misure di efficienza e sviluppare nuovi approcci. Ci concentreremo, tra l'altro, sull'uso mirato delle economie di scala e sullo sfruttamento ancora più efficace delle sinergie all'interno del Gruppo”.
Dei 5 miliardi di euro quale impatto subito dai dazi, 4 miliardi sono l’effetto diretto, 1 miliardo è l’effetto indiretto legato alle contromisure necessarie ad assorbire l’incremento delle tariffe doganali.
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