Tavolo Automotive, Stellantis conferma gli impegni e Urso annuncia il 2026 come anno della svolta

Dopo l'apertura dell'Europa alla neutralità tecnologica, si riapre il dibattito sulla produzione industriale italiana con il tavolo convocato dal Ministro Urso
Tavolo Automotive, Stellantis conferma gli impegni e Urso annuncia il 2026 come anno della svolta

Michele SalvatoreMichele Salvatore

Pubblicato il 30 gennaio 2026, 10:46 (Aggiornato il 30 gennaio 2026, 13:47)

Per l'automotive è di nuovo tempo di scontro e confronto. Il Tavolo Automotive, convocato dal Ministro Urso per discutere delle prospettive industriali del 2026, a cui hanno partecipato le Regioni coinvolte nella produzione di veicoli, le imprese, i rappresentanti delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali, si è svolto con il forte eco delle proteste degli operati assiepati all'ingresso di Palazzo Piacentini - sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy - che chiedevano a gran voce sicurezze e misure politiche chiare per mettere in sicurezza un settore che ha visto calare drammaticamente negli ultimi anni occupazione e produttività.

Cosa ha detto il Ministro Urso

“Con il nostro primo non-paper sul settore dell’ottobre 2024, quando l’Italia era l’unico grande Paese a dirlo con chiarezza, abbiamo aperto la strada alle riforme in Europa. Siamo stati i primi a denunciare il meccanismo delle supermulte, che avrebbe fatto collassare il sistema industriale dell'automotive europeo, definendolo una vera follia. Come Italia ne abbiamo chiesto la rimozione e l’abbiamo ottenuta. Abbiamo inoltre chiesto di anticipare la revisione del regolamento sulle emissioni di CO₂: tutti lo ritenevano impossibile. Alla fine, si sono create le maggioranze necessarie e la Commissione ci ha dato ragione. Ci siamo riusciti”. È quanto avrebbe dichiarato, secondo quanto si apprende, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, nel corso del tavolo automotive al Mimit.

“Questo percorso ha poi coinvolto la Germania, con la predisposizione di documenti congiunti sulle modifiche ai regolamenti, sulla politica industriale europea e sulla competitività, fino al documento del 23 gennaio firmato da Meloni e Merz, che indica la rotta per l’Europa. Un cammino che ora va completato coinvolgendo anche la Francia, con cui condividiamo Stellantis, per definire una posizione comune sul dossier auto. Il 2026 deve essere l'anno delle riforme, l’anno della svolta. Servono cambiamenti radicali, non maquillage. Servono subito: il tempo è scaduto!”, ha aggiunto Urso.

Durante il tavolo odierno Stellantis ha confermato il proprio impegno per l’Italia, che continuerà a rappresentare un punto di riferimento per il futuro del Gruppo. Emanuele Cappellano, responsabile Enlarged Europe & European Brands e Stellantis Pro One, ha evidenziato che nel corso del 2025 l’azienda ha chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani e che tale impegno sarà confermato anche per il 2026.

Nel corso dell'incontro, è stato altresì presentato dai tecnici del Mimit il nuovo DPCM che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando il 75% delle risorse all’offerta

Nel dettaglio, la quota principale è riservata agli Accordi per l’innovazione, con 750 milioni di euro per ricerca e sviluppo, seguiti dai Contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti. Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata all’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine. 

A queste misure del Fondo Automotive si affiancano gli interventi previsti dalla legge di bilancio, che mettono a disposizione risorse significative per gli investimenti delle imprese, a partire dal Nuovo Piano Transizione 5.0 e dal rifinanziamento della Nuova Sabatini, determinando un'immissione complessiva di risorse molto rilevante a sostegno del settore e dell’intero sistema produttivo.

La posizione di Stellantis

La data da cerchiare sul calendario per Stellantis è il 21 maggio, quando il Gruppo presenterà il piano industriale all'investor day "Stellantis conferma il proprio impegno per l’Italia che continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro per il Gruppo. Nel dicembre 2024, con il Piano di impegni definito a chiusura del Tavolo Stellantis, abbiamo voluto dare un segnale di particolare attenzione verso questo Paese che rappresenta la storia della nostra azienda. 
È evidente che Il momento che stiamo vivendo non è certamente facile. Non lo è per Stellantis in Italia, ma non lo è nemmeno per tutto l’ecosistema con cui operiamo in Italia e in Europa e nel mondo. Per questo motivo il Tavolo Automotive rappresenta un’opportunità importante per unire le forze verso la difesa di un’industria fondamentale com’è l’automotive"
ha dichiarato Emanuele Cappellano – Responsabile Enlarged Europe & European Brands e Stellantis Pro One. "Per Stellantis iniziano già a emergere i primi segnali positivi derivanti dalle strategie che stiamo attuando insieme ad Antonio Filosa e a tutto il nuovo management. I risultati di molte di queste iniziative saranno visibili solo nel medio periodo, ma alcune scelte di prodotto e di mercato stanno già mostrando i primi frutti.  In Nord America, nel terzo trimestre del 2025, i dati relativi alle consegne mostravano già incoraggianti segni di miglioramento, grazie a una politica commerciale e di prodotto che ha rimesso al centro la rete di distribuzione e il cliente. In Sud America abbiamo concluso il 2025 come primo produttore, con oltre 1 milione di veicoli venduti. In Europa, sebbene la quota di mercato complessiva abbia registrato una flessione, i nuovi modelli lanciati in segmenti chiave mostrano già volumi in crescita. Ci siamo confermati secondi nel comparto auto e primi nel comparto LCV. Nel 2025 siamo diventati leader nel segmento hybrid e ci siamo confermati secondi sia nel segmento B-SUV, dove abbiamo guadagnato quasi 3 punti percentuali di quota, sia in quello dei C-SUV ibridi. Questo conferma che offrire ai clienti libertà di scelta tra le varie motorizzazioni è una strategia vincente. Con quasi 15 prodotti nuovi o aggiornati nel 2025 e altri 10 nel 2026 e un focus sulle motorizzazioni ibride, siamo pronti a rafforzare ulteriormente la nostra offerta commerciale".

Stellantis prevede nuove assunzioni

"Grazie alla rinnovata politica di allocazione produttiva, oltre che alle uscite incentivate registrate in questi anni, prevediamo che già dal 2026 potremo ridurre il ricorso a strumenti di cassa integrazione o contratti di solidarietà in alcuni dei nostri stabilimenti. Sul fronte occupazionale, ricordo inoltre che nel 2025 abbiamo assunto quasi 500 nuovi colleghi di cui circa 150 ingegneri. Anche nel 2026 prevediamo di inserire in azienda oltre 500 nuovi colleghi, di cui oltre 400 a Mirafiori, in vista dell'attivazione del secondo turno per la produzione della Nuova Fiat 500 ibrida". ha ribadito Cappellano. "Il nostro impegno in Italia procede anche sul fronte dell’innovazione. Nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione: è oltre la metà degli investimenti complessivi fatti lo scorso anno. Le quasi 400 nuove domande di brevetto depositate in Italia nel 2025 testimoniano il nostro primato nell'innovazione. A conferma di questo impegno, anche grazie al supporto del Ministro Urso, abbiamo recentemente aderito all'Istituto Italiano per l'IA e alla Fondazione Chips-IT. Siamo la prima realtà industriale italiana a compiere questo passo, che rappresenta la prova tangibile di quanto Stellantis creda nel futuro dell'innovazione in Italia". "Con la filiera, attraverso l’Anfia e le altre associazioni di categoria, stiamo avviando iniziative di collaborazione per definire insieme il futuro dei nostri prodotti. Nel 2025 abbiamo chiuso con oltre 7 miliardi di euro di acquisti da fornitori italiani, a riprova della centralità della nostra filiera nell’universo Stellantis. Per il 2026 questo impegno sarà confermato.  Va ricordato che subito dopo la chiusura del Tavolo Stellantis, abbiamo creato una figura responsabile per i rapporti con tutta la filiera italiana". infine, sui costi dell'energia "Per riuscire a garantire la solidità industriale ed occupazionale nel nostro Paese, abbiamo bisogno di condizioni pro-competitive che ci permettano di affrontare la concorrenza, non solo extra-europea. Un esempio su tutti è rappresentato dal costo dell’energia, che, insieme al costo del lavoro, restituiscono un contesto industriale non attrattivo ai fini di nuovi investimenti in Italia. Questo ci penalizza." Infine per rilanciare il settore, Cappellano ha dichiarato: Per rilanciare il settore riteniamo poi fondamentale avere regole pragmatiche e sostenibili. Le attuali regole hanno danneggiato l’industria e reso le automobili meno accessibili. Il nuovo pacchetto di misure per il settore dell’automotive presentato dalla Commissione a dicembre rappresenta un primo passo. Tuttavia, Il pacchetto è completamente privo delle misure urgenti necessarie per affrontare le minacce immediate che gravano sull'industria automobilistica europea e riportarla alla crescita. 
In particolare, il segmento dei LCV si trova in una situazione molto critica e il pacchetto non offre margini di respiro. Serve intervenire subito per rafforzare il fixing (5+5 anni) che deve essere la priorità assoluta. Serve poi lavorare sulla revisione dei target e prevedere ulteriori flessibilità. Anche per le auto, il pacchetto non fornisce la flessibilità necessaria per gestire la transizione. Anche in questo caso, serve rafforzare il fixing (5 anni) e magari lavorare sul rinnovo del parco circolante.  La categoria proposta di E-car potrà ridurre i costi, ma non in misura sufficiente a determinare una riduzione significativa del prezzo di acquisto.  Per quanto riguarda le flotte aziendali, i target possono rappresentare una leva per stimolare la domanda, ma per alcuni mercati potrebbero risultare troppo elevati e controproducenti. Infine, riteniamo che l’introduzione di requisiti “Made in Europe” possa rappresentare una soluzione importante se basata su un meccanismo incentivante e graduale.

Le previsioni per il 2026

Il mercato dell'auto in Italia si stabilizzerà quest'anno su 1,54 milioni di immatricolazioni, secondo le previsioni dell'Osservatorio 'Previsioni & Mercato' sviluppato da Unrae e Prometeia. Le stime per il biennio 2027-2028 indicano volumi che resteranno sotto quota 1,6 milioni. I dati sono stati presentati a Bologna durante l'evento "Automotive Italia, una bussola per navigare i nuovi orizzonti" "L'automotive è stato tra i primi settori a globalizzarsi, affrontando nel tempo crisi finanziarie e salti tecnologici. Mentre questo accadeva, la Cina - concentrando la produzione entro i propri confini - è diventata il maggior produttore mondiale di veicoli e ha conquistato la leadership nell'elettrico", osserva in una nota Alessandra Lanza, responsabile Corporate & Government di Prometeia. "Oggi le tensioni geopolitiche minacciano di trasformarsi in vere fratture, mentre l'accelerazione tecnologica alimenta nuove disuguaglianze. La prossima grande sfida è l'intelligenza artificiale: una transizione che richiede politiche industriali adeguate". Le previsioni confermano il nuovo livello di equilibrio registrato negli ultimi tre anni, tra 1,50 e 1,57 milioni di unità. La quota di auto ricaricabili dovrebbe rafforzarsi progressivamente nel prossimo triennio, con le elettriche pure che guadagneranno un punto di quota all'anno tra il 2026 e il 2028, senza però centrare gli obiettivi Ue sulle emissioni di CO2.

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