Auto elettriche e ibride, questa la soglia per definirle made in Europe

La bozza alla quale lavora la Commissione europea va oltre il settore auto, al quale prescrive un contenuto minimo di produzione UE per beneficiare di incentivi
Auto elettriche e ibride, questa la soglia per definirle made in Europe

Pubblicato il 17 febbraio 2026, 15:48

È attesa il prossimo 25 febbraio la pubblicazione della bozza dell’Industrial Acceleration Act, misura che al suo interno contiene anche i tanto attesi (e discussi) livelli minimi di componenti made in Europe per le autovetture elettriche e ibride, affinché siano eleggibili per gli incentivi statali.

Il tentativo in atto da parte della politica europea è di rilanciare la produzione industriale nel blocco dei 27 Stati, intervenendo anche - e non solo - sul settore auto. Secondo le anticipazioni diffuse dal Financial Times, a visionare l’ultima bozza dell’Industrial Accelerator Act, un’auto elettrica o ibrida dovrà avere il 70% almeno dei suoi componenti, percentuale calcolata sul prezzo, prodotti in Europa. Una percentuale nella quale rientrano anche diversi componenti rilevanti del pacco batteria, notoriamente composto da celle fornite da multinazionali cinesi, giapponesi e coreane.

Politiche di re-industrializzazione e settore auto

La soglia in questione e il dettaglio dei componenti che dovranno essere made in Europe affinché si possa beneficiare di incentivi sono due punti spinoso dell’Industrial Accelerator Act e potrebbe subire ritocchi sulla base dei compromessi che politica e portatori di interesse - case auto, aziende della componentistica - stanno discutendo. Un processo di re-industrializzazione che registra anche livelli insostenibilmente bassi sulla produzione di acciaio. 

 

 

Sul punto della produzione automobilistica in Europa, il presidente di Acea, Ola Kallenius, nella recente lettera pubblica indirizzata alla Commissione, ha sottolineato: “Condividiamo l'obiettivo di generare più valore in Europa e prevenire la deindustrializzazione. Comprendiamo che esistono diverse idee su come affrontare la questione, mantenendo l'Europa aperta al commercio e costruendo partnership pragmatiche che rafforzino le nostre capacità, accelerando al contempo lo sviluppo delle tecnologie di cui l'Europa ha bisogno.

Qualsiasi politica volta a rafforzare la produzione e gli investimenti in Europa dovrebbe basarsi principalmente su incentivi e inserirsi in un più ampio sforzo di re-industrializzazione: autorizzazioni più rapide e semplici, costi energetici industriali più bassi, maggiore produttività del lavoro, sostegno prevedibile per gli investimenti iniziali e i costi operativi correnti, in particolare per aumentare la produzione di batterie per veicoli elettrici in Europa”.

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