Un’anticipazione del futuro dell’automobile si è vista al CES di Las Vegas, il salone dell’elettronica di consumo (il nome sta per Consumer Electronic Show) che ormai è stato invaso dalle Case automobilistiche. Un tempo era la fiera dei nuovi televisori, dei telefonini, delle macchine fotografiche digitali e dei videogames. Oggi il CES è diventato un salone dell’auto del futuro perché i costruttori hanno preferito quel palcoscenico alle normali fiere per mostrare le proprie tecnologie rivoluzionarie in fatto di auto elettriche e di guida autonoma. Tanto che il CES è stato ribattezzato dagli addetti ai lavori Car Electronic Show. Persino FCA si è adeguata e ha mostrato la Chrysler Portal, concept di una Fiat/Chrysler del futuro a guida autonoma.

MA ANCHE SE Tesla, antesignana delle auto elettriche nel mondo, annuncia risultati record – 76.000 auto vendute nel 2016, cioé il 50% in più dell’anno prima – e vanta progressi lusinghieri del proprio software Autopilot, proprio sul concetto di guida autonoma bisogna invece essere realisti e crudi: siamo ancora lontani dalla vera funzionalità. La guida autonoma, con buona pace di tanti profeti, va bene per fare scena e far esclamare “ooooh!” agli ingenui. Ma da lì a dire che si possa mettere sulle strade fra pochi anni e che risolva magicamente i problemi di traffico, parcheggi e incidenti, ce ne corre.

UN ESEMPIO È la figuraccia della Faraday Future (vedi video in basso), una società innovativa americana fra i cui manager c’era anche Marco Mattiacci, l’ex team principal della Ferrari F1 prima di Arrivabene. La Faraday ha presentato al CES un’avveniristica auto, la FF91 elettrica a guida autonoma, promettendo meraviglie. I numeri sulla carta ci sono: look da Suv coupé, porte che si aprono “a libro” per salire più comodamente, motore da 1050 cavalli (!), batterie da 130 kW/h che garantiscono 600 km di autonomia e prestazioni strabilianti: 2”39 sullo 0-100. Per mostrarne la superiorità, hanno organizzato in diretta nello show una specie di corsa dragster contro una Ferrari 488, una Tesla X e un’Aston Martin, tutte bastonate sullo scatto da fermo dalla FF91. Solo che quando il capo della Faraday ha schiacciato un tasto per mostrare come la FF91 va a parcheggiare da sola, l’auto non si è mossa di un millimetro. Imbarazzo generale e risolini di scherno del pubblico. Un po’ quello che capitò vent’anni fa a Bill Gates quando presentando le meraviglie del suo nuovo Windows 98, dovette arrendersi perché lo schermo si congelò e il sistema andò in crash. Insomma, prima di mettere noi stessi e la nostra vita nelle mani dell’elettronica sulle auto, ricordiamoci di quante volte si blocca il nostro telefonino e di quante volte le spie del cruscotto fanno cilecca e ci trasmettono falsi avvisi.

PROPRIO PER RICORDARCI di quanto invece infonda piacere guidare e controllare da noi l’automobile “giocando” di volante, cambio e pedali, vi invito a leggere l’articolo con la supersfida fra 11 GT sportive che trovate su questo numero. Dove, guarda caso, a trionfare è l’auto più “dura e pura” del gruppo.