Una stagione ricca di nuovi modelli quella che stiamo vivendo. Il settore dell’automotive continua a rispondere alla pandemia e alla crisi del settore proponendo tante novità e moltissime guardano al futuro, al 2025 quando, con l’introduzione dell’Euro 7, le vetture con solo motori termici, Diesel e benzina, saranno praticamente messe al bando.

Ecco quindi che la maggior parte delle novità sono auto elettriche, cioè il nostro futuro. Ma il settore sta anche lanciando duri segnali di allarme. Le tre Associazioni di categoria più importanti; ANFIA, Federauto e UNRAE hanno posto nuovamente sul tavolo il problema del futuro del settore. Un settore che ha 1,25 milioni di addetti, muove un fatturato di 344 miliardi di euro, pari al 20% del nostro PIL e porta nelle casse dello Stato 76,3 miliardi di euro. Il peso del settore è quindi importante ed è assurdo che per ideologie politiche non si pensi di sostenerlo ma, come dimostrato dai Governi precedenti, sia visto come un mondo da osteggiare.

Le richieste che le Associazioni di categoria, e che tutti noi coinvolti in questo mondo condividiamo, sono semplici anche perchè il calo delle vendite è continuo, nel primo trimestre il mercato è sceso del 16,9% (rispetto al 2019) in Italia e in Europa del 20,3% nei primi due mesi. Gli incentivi hanno dato linfa al settore, ma come era prevedibile si sono esauriti subito quelli delle vetture più interessanti per gli utenti, cioè quelle con emissione di CO2 da 61 a 135 grammi, che valevano fino a giugno, mentre buona parte dei fondi per le vetture con emissioni da 0 a 60 gr CO2 e dell’Ecobonus, che hanno durata per tutto il 2021, sono ancora a disposizione.

Questo conferma che le auto più interessanti per il mercato sono quelle anche piu? facili da gestire, soprattutto in mancanza di infrastrutture. Ma cosa chiedono le Associazioni di categoria? Semplice, il rifinanziamento degli incentivi per la fascia piu? richiesta e che questi abbiamo una durata per tutto l’anno, in modo che vi si possa accedere senza particolari limiti temporali. Inoltre, questi incentivi hanno dimostrato che grazie alla rottamazione delle vetture più vetuste, fino all’Euro 4, si hanno dei netti vantaggi per l’ambiente e un impatto sociale più basso, visto che le vetture più moderne sono dotate di migliori sistemi di sicurezza. In ultimo, il potenziamento delle infrastrutture per la mobilità elettrica e l’adeguamento al regime fiscale europeo per le vetture aziendali.

Poche richieste ma chiare che potrebbero aiutare un settore in forte crisi e che comunque, tirate le somme, sarebbero incentivi che non peserebbero sulle finanze pubbliche, anzi, garantirebbero, come sempre introiti.

Proprio per supportare le richieste delle Associazioni di categoria e per creare un confronto con le istituzioni e le Case produttrici AUTO ha deciso di rilanciare, come lo scorso anno, un manifesto di denuncia - che troverete con il N.6 del mensile in edicola il 15 maggio - dal titolo «Costruiamo un futuro per la transizione della mobilità», che sfocerà, nelle giornate del 25 e 26 maggio, in un convegno aperto al pubblico dove tutti questi temi verranno affrontati e discussi.

Gli inviti alle principali figure del nuovo Governo Draghi sono già stati fatti. La macchina organizzativa è partita, i temi sono importanti, le risposte devono arrivare da chi è al Governo, e presto!