Touareg R ha introdotto per la prima volta la sigla sportiva Volkswagen all’ibrido plug-in. Lo ha fatto a inizio anno, in un 2020 che vedrà la casa di Wolfsburg presentare nei prossimi mesi anche Tiguan GTE, altro debutto ibrido plug-in sul fronte suv.

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C’è, poi, un’ulteriore evoluzione green, un Volkswagen Touareg GTE i cui muletti di sviluppo iniziano a mostrarsi a favore d’obiettivo. Non fosse per la sigla GTE sulla calandra, potrebbe classificarsi come un Touareg qualsiasi.

Motore, atteso il 2.0 TSI

È destinato a essere un secondo tassello ibrido plug-in nel listino del maxi suv, ovviamente dalle specifiche e caratteristiche molto diverse da Touareg R. Il punto più alto del Touareg elettrificato sfoggia 462 cavalli di sistema, 340 dei quali apportati dal motore 3 litri V6 turbo benzina.

GTE è destinato ad altri valori e, soprattutto, una differente componente termica. Il motore turbo benzina 2 litri sostituirà il V6, mentre sul fronte elettrico si avrà la stessa potenza dal motogeneratore installato tra quattro cilindri e cambio automatico: 136 cavalli. Indizi sufficientemente chiari perché si rifanno alle specifiche annunciate da Volkswagen in occasione della presentazione del Touareg 2018, accompagnato dall’ibrido plug-in da 367 cv di sistema destinato al mercato cinese.

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Batteria, obiettivo 50 km

Un punto di differenziazione potrebbe essere nella capacità del pacco batterie, da 14,1 kWh se Touareg GTE dovesse confermare la specifica adottata sull’ibrido plug-in R. L’introduzione di un sistema ibrido plug-in basato sul motore 2.0 TSI risulterebbe una novità sul mercato europeo, dove dalla Golf alla Passat, passando per i modelli a marchio Seat e Skoda, l’ibrido plug-in ruota intorno al motore benzina 1.4 TSI.