Tesla doppia il Coronavirus e brinda al miglior trimestrale della sua storia, “best quarter in history”, Elon Musk dixit. Legato ovviamente un balzo nelle vendite, con il record di 139.300 unità (+44%): potrebbe raggiungere il traguardo delle 500.000 unità consegnate nell’anno. 

Di conseguenza i ricavi sono stati in aumento del 39.2% a 8,77 miliardi di dollari. Ovvero 460 milioni in più rispetto alle aspettative, con un margine lordo salito al 27,7% (dal 22,8%, era atteso il 24,1%). A che l’utile operativo è salito a 809 milioni di dollari, l’utile netto a 874 milione e l’utile per azione ha progredito da 0,37 a 0,76 dollari, quando le attese erano di 0,50 centesimi.

Una progressione con tutte lucine verdi. Il 2020, difficile per molti protagonisti dell’automotive, per Tesla potrebbe chiudersi con un profitto. Un momento storico, dopo le continue perdite sorrette da raccolte sul mercato obbligazionario o da aumenti di capitale.

A questo bisogna aggiungere la contrattazione dei “crediti verdi”, che nel periodo ha portato all’incasso di 397 milioni: voce destinata ad aumentare nel futuro prossimo.

La GigaFactory di Shanghai ha contribuito alla prestazione di Model 3 in Cina. E in rampa di lancio c’è la GigaFactory di Berlino, presso la quale saranno prodotte le prime, attese, Model Y per l'Europa e per l'Italia con le nuove e più efficienti batterie 4860 e con nuovi pannelli monoblocco anteriori e posteriori.

Le prospettive sono più che rosee, anche perché nell’altra nuova GigaFactory di Austin a fine 2021 dovrebbe essere prodotto il Cybertruck, modello importante per il mercato americano.

Elon senza limiti

Musk non si pone limiti e guarda, al solito, parecchi passi avanti: per il 2030 ha prefigurato la possibilità di vendere 20 milioni di auto l’anno, 40 volte il 2020. Forse le piazzerà anche su Marte.

In arrivo il Tesla Full Self Driving