Dal Battery Day dello scorso settembre, Elon Musk ha annunciato l’Autopilot ottimizzato, in grado di riconoscere gli incroci, semafori e segnaletica di stop. Evoluzione dopo le anticipazioni delle fasi di test nei mesi precedenti. Il cambiamento prospettato dal “Full Self Driving” in arrivo con una release beta selezionata nella tipologia di automobilisti che potranno provarla, è di tutt’altra portata.

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Si prospetta un cambiamento nell’architettura, come anticipato da Elektrek, in grado di produrre rilevazioni avanzate e non solo in due dimensioni. Come avverrà, senza ricorrere ai Lidar, è uno degli aspetti più interessanti dal profilo tecnologico.

Per saggi ed esperti

Con un tweet, Elon Musk ha confermato l’arrivo della beta, “Come promesso, martedì prossimo ci sarà il rilascio limitato della FSD beta. Sarà, inizialmente, limitato a un ridotto numero di persone che sono guidatori esperti e attenti”.

Posto che il sistema deve, alla luce delle normative, considerarsi un assistente alla guida con l’obbligo di monitoraggio da parte del guidatore e il mantenimento di una mano sul volante, pronti a subentrare all’Adas, sembrerebbe un’evoluzione in grado di gestire anche scenari complessi come la svolta agli incroci. Lo stesso Musk, la scorsa estate, aveva anticipato un tragitto personale casa-lavoro nel quale il FSD aveva richiesto quasi nessun intervento.

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Dall’avvio della fase di test sul rilascio del software beta a una possibile introduzione che non sia limitata ad automobilisti “attenti ed esperti” (peraltro, non dovrebbero esserlo tutti? Qual è la metrica del giudizio? Il numero di incidenti?) non sembra un passaggio imminente e sarà fondamentale anche l’aspetto della comunicazione del FSD, con il concetto di Full Self-Driving che rischia di essere frainteso dal grande pubblico: non già un’avanzata assistenza alla guida ma ritenerlo un sistema che subentra completamente al guidatore.

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