Ritardo per la Gigafactory europea di Tesla. La fabbrica delle auto elettriche californiane sarà inaugurata con sei mesi di ritardo, non più a luglio, ma probabilmente nel gennaio 2022.

Elon Musk ha prorogato il termine di completamento dell’impianto. La Gigafactory di Gruenheide, località a 30 chilometri da Berlino, ha patito dei ritardi burocratici per quanto riguarda il reparto di produzione delle batterie, mentre quelli di verniciatura e stamperia sarebbero in linea con i piani iniziali.

Non è il primo intoppo per Tesla, che è già entrata in contrasto con l’amministrazione locale dopo aver criticato la lentezza nella risposta dell’approvazione finale delle struttura non ancora arrivata, nel bene o nel male, a sedici mesi dalla richiesta.

Piani rallentati

Il reparto batterie sarà cruciale per la produzione, ma nella Gigafactory in Germania stanno prodotte anche Model 3, l’auto elettrica più venduta al mondo, e soprattutto Model Y, la versione crossover anche a sette posti, che proprio in Europa dovrebbe fare esordire le nuove e più efficienti.

Quindi ancora per un anno le Tesla dovranno essere importate in Europa, aggravate dei costi di spedizione. Un freno per proporre prezzi più concorrenziali e aumentare le vendite. Nel 2020 sono state quasi 500.000 a livello globale e Musk ha prospettato per il 2021 una crescita del 50%, quindi a quota 750.000 Tesla consegnate.

Sarà così anche senza la Gigafactory di Berlino per quest’anno?