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Vivere elettrico, i pro e i contro di viaggiare a emissioni zero

Vivere elettrico, i pro e i contro di viaggiare a emissioni zero

Come procede, in Italia, la transizione verso la mobilità elettrica? Un semplice viaggio di 220 km fa da istantanea a una situazione che, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, ha ancora molta strada da fare

di Andrea Brambilla

4 giorni fa

Anche in un periodo di crisi come quello che l’auto sta attraversando con un segno fortemente negativo delle vendite le auto elettriche invece quest’anno hanno registrato un segno decisamente positivo. Le auto BEV, ovvero quelle a zero emissioni, rappresentano oggi il 4,3% del mercato con un incremento costante al punto che sono state il 7% delle vendite di ottobre. Secondo un’indagine di Deloitte condotta insieme a Marketing Problem Solving sul futuro della mobilità, emerge come continui a crescere l’attenzione dei cittadini italiani per la sostenibilità: 3 italiani su 4 prenderebbero in considerazione un’auto elettrica o ibrida (83% per i consumatori tra i 18 e i 34 anni), ma restano preoccupazioni sul prezzo (57%), sulla rete di ricarica (53%), sull’autonomia dei veicoli (42%) e sui tempi di rifornimento troppo elevati (41%). Paure reali oppure legate ad una poca conoscenza dell’auto elettrica? Direi entrambe ma per capire realmente se questi vincoli sono reali noi di Auto abbiamo deciso di usare sempre di più vetture a zero emissioni, ma non solo in città o in viaggi su direttrici come Milano/Roma o Palermo, ma per un uso quotidiano e normale, come siamo abituati normalmente. Week end e viaggi di lavoro, volutamente lontano dagli itinerari principali, perché l’auto elettrica per essere una reale transizione deve, o quantomeno dovrebbe, essere usata come siamo abituati con le endotermiche.

Le app per la ricarica

Ovviamente per poter viaggiare in elettrico bisogno attivare diversi contratti con i differenti gestori di punti di ricarica. Tante? Abbastanza, come vedete dalla schermata del mio smartphone no ho nove di contratti. C’è anche l’app Nextcharge che dovrebbe raggruppare più operatori (Leggi qui il nostro apporofondimento), ma non è aggiornatissima sulle nuove colonnine installate. Ci sono altre app ma che hanno un costo per essere scaricate e l’utilizzo. Inoltre i prezzi al kWh ricaricando attraverso Nexcharge sono più alti rispetto ai prezzi che si ottengono attraverso l’app dell’operatore stesso. Per poter ricaricare è quindi necessario scaricare l’app del gestore, registrarsi e impostare il pagamento con una  carta di credito. Operazione abbastanza facile e veloce con tutti. Alcuni gestori offrono, a pagamento, anche l’invio di una card che può essere utile se la connessione attraverso lo smartphone è scadente. Trovo sbagliato comunque dover pagare sui 10 euro per avere una card. I prezzi partono dai 0,35 centesimi per kW, poche strutture e solo a 22 kWh, per salire fino anche ai 0,75 kWh per le fast charge, non proprio economiche.

Programmare il viaggio

Muoversi con una vettura elettrica comporta la programmazione del viaggio per le ricariche che comunque può rivelare delle sorprese e quindi è importante sempre avere il fatidico “piano B”. Il nostro viaggio è un “semplice” da Milano ad Alassio. Un percorso di 220 chilometri circa da compiere con una potente Ford Mastang Mach-e GT, una vettura con un motore da 358 kW di potenza (497 cv) alimentato da una batteria da 88kWh e un’autonomia dichiarata di oltre 400 km in grado di percorrere 0/100 km/h in 3,7 secondi. Alla ricarica a Milano, dopo una notte attaccata ad una colonnina da 22 kW registriamo un’autonomia di 396 km, comunque perfetti per la distanza che ci siamo prefissati. Come dicevo bisogna programmare e sulle diverse app risultava che ad Alassio erano disponibili delle colonnine Repower. Comunque procediamo verso la Liguria ad una velocità nei limiti consentiti, 130 km/h e, causa molti lavori dopo Ovada, ad una velocità massima di 110 km/h. Ad Alassio arriviamo con un’autonomia di circa 100 km, sufficienti per muoverci nella cittadina per i nostri appuntamenti. Peccato che le colonnine di Repower siano all’interno di alberghi, chiusi a novembre, e quindi la ricarica è possibile solamente presso una ricarica a 22kW dell’Hotel Toscana che, nonostante sia chiuso, gentilmente lascia aperto il cancello al suo parcheggio. La cittadina di Alassio in pratica dispone di sole prese a 22 kWh nel porto ma non sono funzionanti se non si prendono accordi con chi gestisce il marina. In pratica una cittadina di oltre 11 mila abitanti che punta sul turismo non dispone di colonnine per la ricarica pubblica aperte h24 sul suo territorio, non parliamo magari di una ricarica fast da oltre 100 kWh, nulla. L’alternativa per rientrare a Milano dopo il nostro appuntamento è quindi di cercare nelle zone limitrofe.

Maleducazione nei parcheggi

Dietro consiglio di persone locali ci spostiamo a Cisano sul Neva dove è disponibile una stazione di ricarica EnelX da 22kW (altre stazioni sono anche ad Albenga). Ma per ricaricare dobbiamo incastrare la nostra Mustang (guarda qui la prova) tra due Fiat Panda (vedi foto) che occupano abusivamente i due posti destinate alla ricarica. Peccato che anche cercando in Comune un vigile, una volta spiegato il problema, la risposta è stata che comunque non dispongono di mezzo per la rimozione e che comunque sono impegnati in altre emergenze. Riusciamo comunque a ricaricare durante la nostra cena per circa un’ora. Decidiamo di rientrare a Milano, anche perché è segnalata una stazione fast charge Ionity da 350 kWalla stazione di servizio Ceriale Sud. Mentre ci spostiamo verso il casello autostradale vediamo in un centro commerciale vicino un’altra colonnina EnelX da 55 kW (Nexcarge non la segnalava) dove – piano B - riusciamo a ricaricare la vettura fino all’82% in circa un’ora di sosta. Con questa carica possiamo raggiungere Milano, sempre ad una velocità sui 110/130 km/h.

Illusione di fast charge

Entrati in Autostrada, ci dirigiamo verso la fast charge di Ionity con l’intenzione di dare un’ultima carica alla nostra batteria e fare tranquillamente il viaggio verso Milano. Peccato che una volta collegata la nostra Ford la colonnina che doveva essere fast e potente eroga solamente 15 kWh….molto pochi per il “biberonaggio” che volevamo fare. Caffè di una mezzoretta, pochi kWh ricaricati e si parte per Milano che raggiugiamo con un carica residua di circa 80 km. Non pochi per una normale vettura endotermica ma fonte in parte di stress per chi si sta abituando ad usare una vettura elettrica. Se normalmente quando mettiamo in carica il nostro cellulare quando siamo sotto il 40% di batteria potete immaginare che abituarsi a viaggiare con una vettura elettrica con il 30% di carica può essere preoccupante, anche se poi a meta si arriva. Inoltre le modifiche del Codice della Strada prevedono che una vettura non possa essere collegata ad una colonnina più di un ora nella fascia 07:00/23:00. Questo obbliga un utente a poter ricaricare poco la vettura elettrica in questa fascia oraria con una colonnina da 22 kWh.

Noi di Auto continueremo ad aggiornarvi su come le infrastrutture devono adeguarsi alla transizione verso i veicoli elettrici. E’ importante che voi ci segnaliate quelle località che come Alassio, pur puntando il loro business sul turismo non hanno una visione verso il futuro della mobilità.

Forse sono da evitare?

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