L'eterna Caporetto del Diesel: è finita o c'è ancora speranza?

In vent'anni sul mercato italiano è passato da quasi il 59% a meno del 7%: tutti i fattori che hanno giocato al tracollo. Molte Case lo abbandonano, altre lo recuperano
L'eterna Caporetto del Diesel: è finita o c'è ancora speranza?

Francesco ForniFrancesco Forni

Pubblicato il 14 aprile 2026, 09:44

L'eredità pesante dello scandalo e la pressione mediatica

Il marchio della infamia risale alla vicenda denominata Dieselgate  che ha incrinato la fiducia dei consumatori verso i motori con olio combustibile.

La crisi attuale affonda le radici nel 2015 quando la manipolazione dei dati ambientali ha scatenato una reazione politica priva di precedenti storici di rilievo.

Facendo aumentare la percezione di nocività per i centri urbani e spingendo la Unione Europea verso regolamentazioni di estremo rigore per i produttori.

Le metropoli come Milano hanno adottato restrizioni per le classi Euro 4 per limitare la circolazione dei veicoli con scarichi neri nel centro.

Un clima di ostilità ha spinto gli automobilisti verso soluzioni alternative di mobilità alternative, favorendo progressiva la diffusione delle propulsioni elettrificate, in primis ibride.

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