Mamma mia, che splendore! Se la grande bellezza fosse ancora il tratto distintivo della Capitale d’Italia e non un ricordo sbiadito dei bei tempi che furono, allora questa fantastica Ferrari Roma sarebbe davvero il simbolo della nuova “Dolce Vita”.

Dovendo rapportarsi con il degrado attuale, è meglio prendere l’ultimo gioiello made in Maranello come un omaggio alla città Eterna, un segnale di rinascita e sperare in qualche miracolo. Solo lui che la conosce bene, avendola disegnata con i suoi ragazzi, poteva sintetizzare l’ennesimo capolavoro del Centro Stile che dirige, senza autolodarsi: "È una macchina da Formula 1 con l’abito da sera".

Parla il papà delle Rosse

Già, Flavio Manzoni l’architetto-artista dell’ultima generazione di Rosse da vendere in tutto il mondo, con una decina di parole spiega in maniera semplice a tutti un progetto lungo quasi tre anni e mezzo, la quinta novità di prodotto presentata in questo 2019 da fuochi d’artificio. E per chiarire ancora meglio il concetto delle linee tanto semplici quanto elegantemente espressive della sua creatura dal nome impegnativo, aggiunge: "Volevamo realizzare qualcosa capace di racchiudere la bellezza in linee sobrie, pulite, pure e semplici, ricordando la nostra tradizione unica nelle GT coupé (granturismo ndr) ma guardando al futuro; una vettura comunque emblema di sportività pur essendo priva di quei connotati che per noi designer sono vincoli, tipici delle vetture da pista. Ma dalla semplicità alla banalità, è un attimo...". Missione compiuta.

Le fonti di ispirazione

Eppure i maligni, sempre al lavoro, non si risparmiano critiche: "È un puzzle tra Aston Martin DBS, Porsche 911, Mercedes AMG GTC con un spruzzo di Jaguar F-Type..." sussurrano nella sala un po’ troppo oscura dell’incredibile allestimento Ferrari allo Stadio dei Marmi di Roma. Ognuno ha dirittto di dire la sua e di rimanere della propria idea. L’impressione è che Manzoni e i suoi siano al solito riusciti a reinterpretare alla maniera Ferrari un DNA che, del resto, appartiene alla storia del Cavallino: i volumi dell’anteriore e del posteriore delle fiancate richiamano infatti la Ferrari 250 GTO e quelle indimenticabili forme che hanno reso Ferrari, le Ferrari. Fiancata a fusoliera, cabina fastback, quasi da aereo, nessun formalismo esteriore (è stato tolto anche lo scudetto Ferrari....), proiettori anteriori Full Led uniti in una linea luminosa, come un’aurea intorno alla vettura; mentre i doppi fanali posteriori sono concepiti come gemme incastonate nella carrozzeria. Un minimalismo che si esprime al massimo nell’anterore, nel naso di squalo privo di prese d’aria, sostituite da una superficie traforata, quasi porosa. Così, nella Roma, convivono armonia e proporzioni delle linee e dei volumi, che regalano quella stessa eleganza senza tempo, aggiungendoci tecnologie all’avanguardia.

Cuore da 620 cavalli

La nuova coupé 2+2 di Maranello monta infatti un motore V8 turbo da 620 cv a 7.500 giri/min, il più potente del segmento, figlio di quella famiglia vincitrice del premio Engine of the Year per quattro anni consecutivi, dotato di sistema Variable Boost Management per una risposta immediata ai comandi dell’acceleratore. Non manca il nuovo cambio doppia frizione e 8 rapporti, più leggero di 7 kg rispetto al precedente per ridurre i consumi e le emissioni, grazie anche filtro antiparticolato come spiega il responsabile tecnico Michael Leiters che aggiunge: «è la vettura a motore anteriore-centrale 2+2 con il miglior rapporto peso/potenza del segmento (2,37 kg/cv), aspetto che contribuisce a rendere l’auto estremamente facile da guidare, dinamica e reattiva». Tra i sistemi di dinamica veicolo, spiccano la novità assoluta del Side Slip Control 6.0 con manettino a 5 posizioni e il Ferrari Dynamic Enhancer, il dispositivo che controlla l’angolo d’imbardata attraverso l’attuazione di una pressione idraulica al sistema frenante.

Interni, culla in carbonio

Eppure, la vera rivoluzione la Ferrari Roma, la fa negli interni, dove tutti i controlli principali dell’auto sono azionati tramite comandi touch, in modo che il guidatore non debba mai togliere le mani dal volante. Debutta un display digitale da 16” che fornisce al guidatore tutte le info necessarie, mentre il display centrale con schermo verticale da 8,4” serve per tutto il resto, con la navigazione che può passare tranquillamente da uno all’altro. Le postazioni di guidatore e passeggero sono come due “bozzoli”, due gusci autonomi in una sorta di astronave. Il prezzo della Roma, da noi sarà di poco superiore ai 200mila euro, iva compresa. Le prime consegne con l’estate 2020. La nuova Dolce Vita val bene un po’ di pazienza.