Si infiamma il dibattito sulle sorti della fabbrica di Mirafiori. La domanda che gli addetti ai lavori si pongono è: quanto può ancora diminuire la produzione in Corso Giovanni Agnelli prima di decretare la fine stessa del comprensorio industriale?

I NUMERI

La questione s’inserisce in un contesto prettamente numerico: nel 2019 FCA ha realizzato a Mirafiori solo 11.100 auto, tutte di lusso, in quanto l’unica vettura a essere costruita nel sito è Maserati Levante. E, sempre nell’anno da poco concluso, il Gruppo ha venduto il 7,3 % di auto in meno rispetto al 2018, anche se nel mese di dicembre ha aumentato del 13,8 % il numero di immatricolazioni.

LA SOLUZIONE È GREEN

Che la soluzione possa essere l’elettrico? A pensarla così è il presidente degli industriali metalmeccanici torinesi, Giorgio Marsiaj. “Il 2020 sarà probabilmente un anno di transizione in attesa che parta la filiera dell'auto elettrica con la 500e. Quando questo avverrà è chiaro che anche tutta la filiera dovrà accelerare in quella direzione. Se, come sembra, la richiesta di auto elettriche crescerà in modo significativo nei prossimi anni, allora quello potrà essere il futuro per il nostro automotive”.

SERVONO NUOVI MODELLI

Leggermente più pessimista in tal senso Davide Provenzano, segretario Cisl-Uil. “Torino deve tentare la strada dell'elettrico ed è importante che FCA abbia compiuto questa scelta dedicando una parte di Mirafiori a questo. Ma dobbiamo sapere che l'elettrico da solo non basterà a salvare il nostro automotive. Credo che si debba allargare la gamma dei modelli”. “Penso che se FCA tornasse al segmento B - specifica Provenzano -, quello che una volta era delle utilitarie e oggi di vetture come la 208 di Peugeot, potrebbe far risalire rapidamente la produzione di Mirafiori”.

L’ELETTRICO NON È SUFFICIENTE

Luigi Paone, responsabile Uilm di Torino, sostiene che la scelta elettrica debba essere supportata da importanti provvedimenti pubblici. “La Regione Piemonte e il governo nazionale devono investire e installare le colonnine di ricarica. Oggi su questo versante l'Italia è indietro rispetto agli altri grandi Paesi europei. La fusione con PSA dovrebbe consentire a FCA di accelerare sull'elettrico ma questo deve essere accompagnato da politiche pubbliche”.

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