1980 - 2020, quarant'anni esatti di trazione integrale Audi. Era infatti il 1980 quando Audi presentava al mondo la prima Quattro, la macchina che avrebbe cambiato per sempre non solo i rally, ma anche il mondo delle auto stradali: per la prima volta appariva infatti su un’auto di serie destinata al grande pubblico la trazione integrale permanente.

Dotata di un complesso sistema con tre differenziali - di cui quello centrale Torsen - la Quattro era un vero prodigio di ingegneria meccanica tedesca di cui Audi tuttora va molto fiera. Per celebrare quindi al meglio i 40 anni della sua trazione integrale, Audi ci ha invitato sul proving ground che la casa dei quattro anelli ha ad Arvidsjaur, nel nord della Svezia (a soli 110km dal Circolo Polare Artico), per testare in una condizione del tutto particolare le qualità dinamiche della nuova arrivata nella famiglia RennSport.

400 impetuosi cavalli

La nuova RSQ3, l’ultima delle RS, spreme il massimo dalla sua piattaforma: all’anteriore grida impetuoso il 5 cilindri in linea da 2,5 litri, grande classico Audi, rivisto in questa sua ultima evoluzione per riuscire ad esprimere la bellezza di 400CV e 480Nm di coppia; numeri da capogiro per il più piccolo dei suv della casa dei quattro anelli che in questo modo riesce ad esprimere prestazioni letteralmente esuberanti, al punto che la RSQ3 è al momento il suv più veloce ad aver mai girato al Nurburgring. Prestazioni messe in risalto dal nuovo cambio automatico S-Tronic a doppia frizione a sette rapporti e dalla trazione integrale.

Quest’ultima, nonostante venga indicata come Quattro, non è la stessa che è presente, ad esempio, sulla RS4 e che è una evoluzione diretta di quella della “vecchia” Audi Quattro. Sulla RSQ3 manca il terzo differenziale centrale Torsen che tanta gloria ha regalato ad Audi in passato e, partendo dal motore in posizione trasversale, la potenza viene indirizzata alle ruote anteriori attraverso un differenziale aperto e, da qui, inviata al retrotreno dove è presente una frizione Haldex ad azionamento elettroidraulico la quale, un volta completamente chiusa, può indirizzare alle ruote posteriori fino al 50% della coppia del motore.

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Ghiaccio bollente

Il tipo di prova che Audi ci ha riservato, su tracciati completamente ghiacciati e con la macchina dotata di gomme chiodate, è servita proprio per mettere in risalto il grande lavoro fatto sulla RSQ3 per indirizzare al meglio la potenza su tutte e quattro le ruote, garantendo sempre il grip ottimale o, con i controlli opportunamente disattivati, elargendo divertimento in grandi quantità. Una volta infatti liberata l’auto dalle briglie elettroniche che la mantengono composta ed educata, la RSQ3 si trasforma in una vera bestia da strapazzare lungo questi tracciati percorrendo centinaia di metri completamente di traverso, in controsterzo a velocità elevatissime con il motore che sbraita glorioso e le quattro ruote che slittano mantenendo l’auto in un equilibrio labile ma costante, perfettamente controllabile e veramente insospettabile per una vettura di queste dimensioni e peso.

Riuscire a guidare un suv centellinando i trasferimenti di carico, lavorando contemporaneamente di freno e gas per mantenere l’auto nella traiettoria impostata, controsterzare velocemente per recuperare una sbandata eccessiva o spingere a fondo il gas per venire lanciati in avanti in una nuvola di neve sono emozioni incredibili, accentuate dal suono del celebre Fünf Zylinder Audi, probabilmente la colonna sonora migliore per un’attività del genere, durante la quale, viaggiando un po’ con la fantasia, ci si può immaginare al volante di una vecchia Quattro S1 durante una prova speciale del rally di Svezia.

Trazione integrale infallibile

In tutto questo turbinio di sbandate controllate e derapate, la trazione integrale della RSQ3 si è mostrata non solo infallibile ma velocissima nel trasferire la coppia: non abbiamo mai percepito alcuna esitazione del sistema che gestisce la frizione posteriore e anzi, una volta capito il funzionamento del sistema, si riesce a guidare l’auto come una integrale pura, avendo sempre il controllo totale del retrotreno e lasciando l’auto slittare su tutte e quattro le ruote o aiutandosi con un colpo di gas per generare un leggero sovrasterzo grazie al quale puntare meglio il centro della curva. Non sarà una “vera” Quattro ma la trazione integrale della RSQ3 ha un comportamento che ha dello straordinario.

Degno di nota il volante, dotato di servosterzo elettrico ad azionamento progressivo, che si è dimostrato un compagno di giochi affidabile e, soprattutto, infallibile. Audi infatti ha lavorato molto negli ultimi anni per migliorare il feeling dei suoi sitemi di sterzo e questo lavoro risulta evidente dalle sensazioni che dalle ruote anteriori arrivano ai polpastrelli attraverso il volante della RSQ3: nonostante infatti le ruote di grandi dimensioni, si percepisce sempre con precisione cosa sta succedendo là sotto, riuscendo così a guidare con grande precisione e a mettere l’auto praticamente dove si vuole in ogni condizione. Una volta usciti dalle meravigliose piste ricavate da Audi sul lago ghiacciato di Arvidsjaur, abbiamo avuto l’occasione di testare la nuova RSQ3 lungo diverse strade - tutte rigorosamente ghiacciate - nei dintorni della zona, per toccare con mano l’elevato livello di comfort e la sicurezza che quest’auto infonde nella guida anche in situazioni particolarmente critiche come quelle incontrate in Svezia.

Complici le gomme chiodate, la RSQ3 si è lasciata condurre quasi come se fosse sull’asfalto, con spazi di frenata sempre contenuti e, anche nelle curve più veloci che abbiamo incontrato lungo una strada extraurbana ghiacciata, rimanendo sempre affidabile, affabile e composta, senza mai dare l’idea di essere sul punto di perdere il controllo. L’esuberante motore è inoltre un compagno di viaggio particolarmente gradito, i 400CV sono nascosti sotto al pedale destro ma sempre pronti a scalpitare per divorare lo spazio davanti a sé. Il motore è inoltre tenuto sotto controllo dalla centralina dell’auto che prevede diverse modalità di guida: nella modalità “standard” il motore risulta particolarmente adatto all’uso quotidiano, pronto a esplodere ma senza mai risultare sgarbato, questo anche a causa di un certo ritardo rispetto alla flessione del gas.

Basta però selezionare le modalità sportive RS1 e RS2 con l’apposito pulsante del volante per trasformare la RSQ3 in un vero animale rabbioso, rendendo molto più immediato sia il comando del gas che i cambi di marcia, gestibili peraltro attraverso i canonici paddle posti dietro al volante e solidali con la corona. Degno di nota anche l’abitacolo, sportivo ma senza esagerazioni. All’interno della RSQ3 si respira infatti la classica e infallibile qualità Audi: i sedili sportivi RS sono comodi e contenitivi nell’uso più sportivo, ottimo l’impianto audio Bang & Olufsen (opzionale) da gestire attraverso l’interfaccia Audi MMI e ottima anche l’insonorizzazione di bordo.

I prezzi

Insomma, un test sicuramente fuori dal coro quello che Audi ha pensato per questa RSQ3 ma sicuramente un test molto efficace per mettere in risalto le caratteristiche di un’auto che, a partire dalla sigla che la contraddistingue, vuole essere - riuscendoci perfettamente - una vera sportiva con cui poter macinare km in tutta tranquillità o, laddove si può, cavarsi ben più di qualche soddisfazione. Disponibile in Italia a partire dallo scorso dicembre, la RSQ3 viene proposta in due differenti versioni, tradizionale e Sportback, rispettivamente proposte al prezzo di 67.900€ e 71.100€. Prezzi che tuttavia possono lievitare qualora si voglia attingere dall’infinita serie di optional che Audi ha pensato per l’auto, tra i quali spicca un interessante impianto frenante con dischi carboceramici e le sospensioni adattive.

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