Prima variazione sul tema della nuova Serie 1 a trazione anteriore, la nuova Serie 2 Gran Coupé allarga verso il basso la famiglia delle coupé quattro porte della casa di Monaco di Baviera.

Riprendendo infatti lo stile inaugurato da BMW sulle vecchie Serie 6 Gran Coupé, Serie 4 Gran Coupé e infine l’ultima Serie 8 Gran Coupé, la nuova arrivata ripropone la stessa linea sinuosa, con il padiglione piacevolmente sfuggente, le quattro porte e un’abitabilità sensibilmente aumentata rispetto alla Serie 1 da cui deriva per raggiungere un pubblico molto più ampio, al punto che la Serie 2 Gran Coupé verrà proposta in mercati (come il Canada) nei quali la Serie 1 non arriverà mai.

Design e meccanica

Derivata dalla compatta presentata da BMW lo scorso anno la nuova Serie 2 Gran Coupé appare immediatamente molto più equilibrata nello stile e nelle proporzioni. Il frontale, così imponente nella Serie 1, nella Serie 2 Gran Coupé si amalgama meglio nel corpo vettura allungato, perdendo quella posizione troppo caratterizzate e anzi integrandosi meglio all’interno di un corpo vettura piacevolmente sfuggente, aerodinamico e proporzionato. A rendere l’auto ancora più slanciata e dinamica anche da ferma ci pensano due nervature scolpite lungo la fiancata che fanno il paio con i gruppi ottici, sia quelli frontali che quelli posteriori, particolarmente allungati lungo il fianco dell’auto, alleggerendone così la linea.

Molto ben riuscito anche il montante C, che, oltre a presentare il classico “Hofmeister Kink” tipico del design BMW inaugurato con la 1500 del 1961, si collega alla linea di cintura dell’auto in corrispondenza della ruota posteriore, accentuando così la muscolosità del posteriore della vettura. Un po’ troppo massiccio invece il posteriore che, a differenza del resto della vettura, rischia di prestare il fianco alle critiche. Il suo design, un po’ troppo arzigogolato e confusionario, con numerose linee che si rincorrono nel tentativo di alleggerirlo, rischia di far rimpiangere la riuscita semplicità del posteriore della vecchia Serie 2 coupé. Dettaglio di grande classe le portiere con i finestrini a giorno sia davanti che dietro, dettaglio che dona all’auto un'eleganza che non ha pari in vetture della stessa fascia di prezzo.

Sotto la carrozzeria troviamo invece lo stesso pianale della nuova Serie 1, con cui la Serie 2 Gran Coupé condivide anche le motorizzazioni: fra le tre disponibili (218i, 220d e 235i) abbiamo avuto modo di provare a fondo la versione a gasolio 220d e la più prestante e aggressiva M235i a benzina, in entrambi i casi con il cambio automatico a convertitore di coppia a 8 rapporti.

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La versione Diesel

Il 2 litri turbodiesel BMW si è sempre distinto per la sua incredibile rotondità di funzionamento, distante anni luce dalla ruvidità tipica dei propulsori della concorrenza (si pensi ad esempio al 2.0 TDI da 140CV di Volkswagen), una rotondità che si è mantenuta inalterata nel tempo e che è risultata una ottima compagna di viaggio con questa Serie 2 Gran Coupé. La motorizzazione diesel (omologata Euro 6d) riesce infatti ad esaltare le caratteristiche da gran turismo di questa vettura: il motore e la sua erogazione infatti si integrano alla perfezione con il cambio a otto rapporti e con la trazione anteriore, non mettendo mai in crisi la dinamica del veicolo e, a meno di non voler esagerare, non fa nemmeno rimpiangere la vecchia cara trazione posteriore. Ottima l’insonorizzazione a bordo e la comodità sia dei sedili che dei comandi, il tutto per un abitacolo moderno, arioso e spazioso (questo grazie alla nuova conformazione meccanica del pianale) ma dallo stile tipicamente BMW, razionale e semplice e che è sicuramente un ottimo posto nel quale passare anche diverse ore di viaggio.

La grintosa M235i

Ben più grintosa invece la M235i: spinta dal 4 cilindri più potente mai costruito da BMW (un quattro-in-linea sovralimentato da 2 litri e 306CV) e dotata della trazione integrale xDrive, questa versione mostra decisamente i muscoli. Fin dall’accensione il borbottio che proviene dagli scarichi fa capire che allo stile aggressivo della carrozzeria, caratterizzato da prese d’aria spalancate e da un piccolo alettoncino posteriore, fa da contraltare una meccanica con del carattere. Carattere che viene fuori in tutta la sua esuberanza non appena premuto il pulsante “sport” presente sul tunnel centrale: l’acceleratore diventa immediatamente più sensibile e la centralina rende più aggressive e ruvide le cambiate, enfatizzando così il carattere sportivo dell’auto.

Carattere sportivo che però si smorza una volta lungo la strada: nonostante la grande generosità del motore, quest’ultimo è più “coppioso” in bassi rispetto a quanto cattivo in alto, rendendo di fatti inutile il cercare la zona rossa del contagiri invitando invece ad innestare la marcia successiva per sfruttare così la grande abbondanza di forza motrice (il motore infatti genera 400 Nm di coppia già da 1.750 giri). Il cambio inoltre, non essendo un doppia frizione ma un “normale” automatico a convertitore di coppia, nella guida veloce rischia di rimanere “indietro”, mostrando una breve esitazione quando si ritorna sul gas a centro curva, momento nel quale si può percepire il computer della vettura pensarci quel secondo di troppo prima di innestare la marcia giusta con cui uscire dalla curva.

Più che una vera auto sportiva, la Serie 2 Gran Coupé M235i, è una piacevole, grintosa e spaziosa gran turismo, più adatta per lunghe percorrenze anche ad alta velocità che ad affrontare i passi montani con il coltello fra i denti, situazione nella quale, comunque potrebbe dire la sua, questo grazie alla trazione integrale xDrive e al pregiato differenziale anteriore autobloccante meccanico Torsen presente di serie su questa vettura. Quest’ultimo lavora in collaborazione con un giunto elettroidraulico Haldex presente nel ponte posteriore per gestire al meglio la coppia e la potenza del motore. In condizioni normali la vettura si comporta come una 100% trazione anteriore salvo poi, al momento del bisogno o in caso di scarsa aderenza, chiudere la frizione posta sul ponte posteriore trasferendo al retrotreno fino ad un massimo del 60% della coppia.

Come si guida

Se il telaio della macchina e la sua trazione xDrive sono due ottimi compagni di giochi, discorso diverso per il volante. Proprio lo sterzo ha rappresentato l’unica sorpresa amara di un’auto nel complesso ottima: abbiamo infatti trovato un po’ poco comunicativo il sistema di servosterzo elettrico, non precisissimo e un po’ pastoso lungo i tratti autostradali e un po’ poco demoltiplicato nella guida più impegnata lungo le strade di montagna che abbiamo percorso. In queste situazioni è  infatti capitato fin troppo spesso di dover staccare le mani dal volante per dare quel mezzo giro in più anche nelle curve meno impegnative, nelle quali abbiamo incontrato qualche difficoltà a “buttare” l’avantreno verso il centro della curva. Uno sterzo un po’ più diretto di sicuro renderebbe la guida di questa macchina - il cui peso è spostato all’anteriore - sicuramente più appagante e, perché no, aggressiva.

I prezzi

Sia sulla 220d che sulla M235i abbiamo avuto modo di gustare il nuovo sistema di infotainment che consente di collegare gli smartphone sia Apple che Android senza il bisogno di alcun cavetto. Interessante anche la funzione di Reverse Assistant grazie alla quale l’auto memorizza gli ultimi 50 metri percorsi in avanti e permette di uscire da vicoli stretti o parcheggi ciechi automaticamente in retromarcia. Infinita la lista degli optional con cui personalizzare un’auto che arriverà nei concessionari italiani a partire dalla prossima primavera con prezzi che partiranno da 32.000€ (messa su strada e iva compresa) per la 218i fino ai 53.500€ per la grintosa M235i, sono invece necessari 41.500€ per la 220d a gasolio.

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