Auto e Moto d'Epoca, al via il salone di Padova dedicato alle storiche

Auto e Moto d'Epoca, al via il salone di Padova dedicato alle storiche

Partito a Padova Auto e Moto d’Epoca. Sempre elevato l’interesse, tanti i visitatori provenienti da tutta Europa. Dal 2023 atteso con grande fiducia a Bologna

di Lodovico Basalù

21 ottobre

Usando un linguaggio da F.1, si sono disputate ieri le “qualifiche” di Auto e Moto D’Epoca. Per l’ultima volta, come noto, a Padova, visto che esattamente tra un anno la sua nuova sede sarà quella di Bologna. Un ritorno che dovrebbe essere in grande stile, quello del capoluogo emiliano, necessario, peraltro, dopo i falliti tentativi di rianimare il Motor Show. Tornando a noi, la prima giornata di quello che è ormai un salone del Vintage a bielle e pistoni di assoluta importanza, è stata dedicata alla stampa, agli operatori e a chi, pagando 50 euro, voleva godersi magnifiche opere d’arte su quattro ruote senza troppo caos. Da oggi il prezzo del biglietto calerà sensibilmente, come logica comanda.

Sul piatto oltre 5.000 auto storiche, mostre, ricambi accessori, restauratori, abbigliamento e chicche per il collezionismo che richiamano da anni a Padova amatori, professionisti del settore e il grande pubblico. E l’immancabile Cerimonia di Inaugurazione, con autorità varie e Mario Carlo Baccaglini, il promoter della rassegna padovano, in predicato di diventare emiliana. “Solo ad Auto e Moto d’Epoca si possono trovare riunite assieme migliaia di auto e moto di altissima qualità”, giura Baccaglini. Indubbiamente è così, anche se la concorrenza straniere non manca, in testa il Salone di Essen, in Germania. E come al solito sono sempre tanti i tedeschi presenti (ma non solo) alla caccia di Alfa Romeo e Vespa in particolare, ma anche di qualche Porsche 911 anni settanta perfettamente restaurati, anche se i costi sono decisamente proibitivi.

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Oltre 5.000 storiche a Padova

Il record, tra i padiglioni patavini, lo ha toccato una Citroën 2 CV di fine produzione, assolutamente identica a come è uscita a suo tempo dalla catena di montaggio, dismessa prima in Francia a poi in Portogallo nel 1990. Ben 42.000 euro la cifra richiesta, decisamente una follia. Ma le follie fanno parte di ogni appuntamento motoristico che si rispetti. Dove anche quest’anno non sono mancate ufficialmente alcuni Costruttori, come ad esempio Mercedes e Alpine, con modelli del passato e del presente.

Molto bella la mostra “Ferrari Classiche”. Sono esposte le più belle realizzazioni del Cavallino, restaurate in modo maniacale dal Dipartimento Ferrari Classiche. All’ASI Village da non perdere la Ferrari 500 Mondial proveniente dalla Collezione Righini, uno dei 30 esemplari costruiti tra il 1954 e il 1956 e così chiamata in omaggio ai due titoli mondiali di Formula 1 conquistati da Alberto Ascari nel 1952 e 1953, ultimo pilota italiano, finora, a riuscirci. Passando ai rally, La Lancia Fulvia HF 1600 numero 14, l’auto simbolo della leggendaria vittoria di Sandro Munari nel 1972, è la protagonista dello stand di ACI – Storico. A farle concorrenza la Fondazione Gino Macaluso di Mauto, con sede a Torino e diretta da Mariella Mengozzi, che ha portato a Padova la Lancia Stratos con livrea Alitalia e la BMC Mini Cooper S, due icone assolute nella storia delle corse.

Tanti gli incontri in generale, inclusi quelli programmati allo stand Asi, presenti anche piloti di F.1 del passato come Riccardo Patrese, Pierluigi Martini, Piercarlo Ghinzani. Sabato 22, alle ore 12 verrà premiato Giacomo Agostini, che ha da poco compiuto 80 anni, portati splendidamente, che riceverà il premio Asi 2022 per il Motorismo Storico.

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