In questo scenario, l’Alfa era ancora impegnata in F1 e aveva siglato un contratto con la Ligier per sviluppare un motore aspirato V10 – visto l’imminente cambio di regolamenti che avrebbe decretato la fine dei motori turbo - ma il cambio di proprietà datato 1986 cambiò tutte le carte in tavola. Fiat, infatti, si trovava in casa sia l’Alfa Romeo che la Ferrari e non poteva certo avallare una concorrenza interna con un conseguente spreco di risorse.