"L'auto, soprattutto, dev’essere bella". Come non essere d’accordo con Battista Pinin Farina quando parlava delle sue creature, le auto stilisticamente concepite in quel di Cambiano, alle porte di Torino dove diede vita a un impero dello stile a quattro ruote, la Pininfarina. La bellezza racchiude tutto, purezza, esclusività, anche rarità, può rappresentare una scelta di vita, in particolare quando si decide di costruire oggetti destinati a distinguere una persona o a fare tendenza. L’auto rientra in questa categoria, quando davanti a un foglio di carta si decide la carrozzeria, si scelgono gli esterni, il contenitore di qualcosa che deve avere continuità all’interno.

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La scuola torinese

Quando si parla di design e stile italiano, sorge immediato il collegamento con la scuola torinese di Carrozzieri che ha scritto pagine di storia della mobilità e ha anticipato i tempi, ha proiettato le auto in una dimensione futura, ha stupito con cambiamenti epocali.

Dai prototipi, dai concept apparentemente un po' assurdi in quel momento, nascevano poi modelli di serie o gioielli esclusivi di grande successo: molti li rivediamo nei Musei o nelle Collezioni pubbliche o private, molti hanno fatto storia. Basti citare un grandissimo disegnatore di scuola torinese, Giorgetto Giugiaro, uno che non si è limitato alle auto ma ha creato la sua visione di frigo, treni, macchina fotografica, persino la pasta.

Giugiaro ha firmato auto iconiche, dalla Panda alla prima Golf, il suo tocco ha segnato le Fiat, le Lancia, le Maserati, le Alfa, le Volkswagen, ma non solo. A 17 anni lavorava al Centro Stile Fiat, nel 1959 ancora 21enne fu chiamato da Nuccio Bertone a gestire il Centro Stile. Quel Bertone che fece scuola a giovani rampanti della matita, oltre a Giugiaro basta citare Marcello Gandini, il rivoluzionario "genio nascosto" che ha firmato Miura, Lancia Stratos e Marzal.

Bertone a Ginevra: rinascita con due elettriche

Bertone, Pininfarina, Giugiaro, ma anche Revelli di Beaumont, di famiglia piemontese e maestro di una successiva generazione di carrozzieri torinesi, Giovanni Michelotti, Felice Bianco e Franco Martinengo cresciuti sotto di lui negli Stabilimenti Farina. L’elenco è lungo, a quello dei Carrozzieri "autonomi" si aggiungono numerosi altri artisti della matita (da Roberto Giolito a molti altri) al lavoro nei Centri Stile dei brand dei Costruttori. Senza dimenticare in parallelo lo sviluppo successivo della scuola milanese, che ha aggiunto idee, elaborazioni e ricchezza di contenuti stilistici e culturali.

L'eredità di Battista

Ma, sintetizzando, è la scuola italiana quella che fa e continua a fare la differenza. Non è un caso se tutto il mondo, soprattutto quello nuovo, i cinesi, per intendersi, cercano e trovano solo da noi soluzioni alle loro richieste. Paolo Pininfarina, da parte sua, ha raccolto una eredità pesante, quella del nonno fondatore dell’azienda e del papà Sergio. E’ vero, gli scenari sono cambiati, Pininfarina s’è sdoppiata con l’ingresso di Mahindra, ma la verve creativa continua e a Ginevra ha prodotto la Battista, la prima e più potente hypercar stradale completamente elettrica.

"Un progetto speciale, particolare, sviluppato dalla Pininfarina per il nostro marchio, e col dna di Casa, l’abbiamo intitolata orgogliosamente a mio nonno. Dunque una grande responsabilità: bellezza, eleganza, purezza, armonia, innovazione e grandi prestazioni e credo che a lui sarebbe piaciuta e non poco. Con Battista abbiamo investigato il futuro". Che avrà una connotazione nuova in vista dei cambiamenti in chiave elettrica e autonoma. "Trasformarsi in un marchio full electric è doveroso per restare al passo coi cambiamenti. Il design dal punto di vista espressivo è cambiato, dopo la crisi degli ultimi dieci anni il mondo industriale si è riorganizzato e al tempo stesso si può notare quanto il design sia strategico, quanti nuovi centri stiano cercando di svilupparsi, di ripartire e di crescere. Ora diventa importante prendere coscienza dell’importanza strategica del design, deve avere una centralità. In Italia potenzialmente siamo la culla del miglior design del mondo, ma lo capisce qualcuno?".

Pininfarina Battista, al via i test su strada

Pininfarina è un marchio ormai 90enne, un nome conosciuto in tutto il mondo, non solo per le auto. "Abbiamo abbracciato tutto quanto fa design e possiamo operare in ogni campo. La Pininfarina ha portato un grande contributo alla diffusione dello stile italiano nel mondo, ha una grande storia di opere e di generazioni di uomini, ma ha anche avuto voglia di andare all’estero e confrontarsi portando avanti lo stile italiano e scrivendo pagine importanti di design italiano nel mondo". Chissà davvero se qualcuno si renderà mai conto di quanto sia importante per l’Italia questo patrimonio.

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