Qualcuno ha addirittura paragonato l'effetto del Covid-19 a quello di una guerra mondiale e, di conseguenza, anche sul mondo dell'auto. In Italia la situazione è purtroppo ancora più drammatica che in altre nazioni. I concessionari sono stati costretti a chiudere per due mesi, sino a inizio maggio, e nel primo mese di riapertura il calo delle vendite è stato pari al 49,6%. In marzo e aprile la caduta libera è stata rispettivamente dell’85,4% e del 97,5%.

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Anche i dati di giugno non sono propriamente confortanti, con un -23,1% registrato nella colonna delle statistiche. In totale, nei primi mesi del 2020 il mercato italiano ha perso il 46,1% delle vendite. Il panorama è drammatico, con una situazione difficile per tutti e non ha sinora ricevuto nessun supporto da parte delle autorità governative. Al contrario di quello che è stato fatto in altre nazioni europee, dalla Germania alla Francia, e anche la stessa Spagna, con l'esecutivo transalpino che ha stanziato ben 8 miliardi anche per l'acquisto di modelli a propulsione termica e non solo per ibride ed elettriche (privilegiate dal governo tedesco).

MERCATO IN STALLO: INCENTIVI SOLO DA AGOSTO

Secondo gli ultimi rilevamenti, anche gran parte di chi sarebbe interessato a un eventuale acquisto rimanda la decisione alla possibile introduzione di eventuali incentivi. Questi ultimi sono stati ventilati a inizio luglio, con modalità di applicazione comunque ancora da definire. Dal 1° agosto a fine anno chi rottama un veicolo di almeno 10 anni per acquistare un'auto omologata Euro 6 con emissioni di CO2 inferiori a 110 g/km potrà usufruire di un incentivo di 1.500 euro, a patto che il venditore accetti di applicare un ulteriore sconto di 2.000 euro. Clausola, quest'ultima, che lascia perlomeno perplessi e di nessun aiuto a chi deve far quadrare conti completamente sballati dalla chiusura forzata. Senza rottamazione, questo incentivo è dimezzato.

Milano, incentivi locali fino a 9.600 euro per chi compra un'elettrica

Miglior trattamento pare destinato a chi acquista vetture elettriche (massimo 20 g/km di emissioni di CO2) che vedono aumentato il bonus per l’acquisto da 6.000 a 10.000 euro in caso di rottamazione. Veicoli con emissioni tra 21 e 60 g/km di CO2, di fatto le ibride plug-in, potranno usufruire per l'acquisto di un incentivo di 6.500 euro invece dei 2.500 precedenti. 

POCO AIUTO ALLE EURO 6: IL SACRIFICIO DEI VENDITORI

Gli incentivi per le Euro 6 appaiono largamente insufficienti e con la richiesta di ulteriori sacrifici da parte dei venditori mentre anche per il resto, tra elettriche e ibride plug-in, rimane da verificare quale sarà la disponibilità economica a copertura. I bonus sono teoricamente in vigore sino a fine anno ma se dovesse essere stanziata una cifra limitata il rischio è che, come già avvenuto, saranno accontentati solo i primi a richiederli.

SULLE SPALLE DELLE CASE: PROMOZIONI E PAGAMENTI RINVIATI

Dunque, con un governo che non aiuta ma addirittura rallenta il flusso delle vendite con la mancanza di decisioni, tocca alle Case auto cercare di mettere una pezza. Ormai molti marchi hanno preparato incentivi specifici per cercare di smaltire parchi ormai stracolmi di mezzi invenduti. Il dettaglio delle promozioni lo si può leggere nella tabella di seguito.

Come si può vedere, la tendenza è di fare sconti sulle rate di finanziamento e sui canoni di leasing, rimandando il primo pagamento anche sino al 2021. A queste agevolazioni si aggiungono spesso programmi di manutenzione inclusi e a volte anche coperture assicurative persino per la possibile perdita dell'attività lavorativa. Lo sforzo è grande per far fronte a una mancanza di vendite che diventa ogni giorno più preoccupante.

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