Eric Clapton, le auto più esclusive di "Slowhand"

Eric Clapton, le auto più esclusive di "Slowhand"© Ferrari Magazine

Le vetture più significative - quasi tutte Ferrari - di uno dei chitarristi più influenti di sempre: dalla 250 GT Lusso alla one-off SP12 EC

di Gianluca Guglielmotti

10 febbraio

Eric Clapton, leggenda del blues-rock e chitarrista virtuoso, vanta una carriera musicale straordinaria che si estende per oltre mezzo secolo. Nato il 30 marzo 1945 a Ripley, nel Surrey (Inghilterra), Clapton è cresciuto per diventare uno dei musicisti più influenti e rispettati nel mondo del rock e del blues. Conosciuto anche come “God” e “Slowhand” (soprannome che spiegheremo tra una manciata di righe) la leggenda delle sei corde è anche un grande appassionato di automobili sportive, in particolare Ferrari. Nella sua collezione, oltre a modelli iconici del Cavallino Rampante, addirittura una one-off realizzata su commissione.

Eric Clapton, gli esordi con gli Yardbirds

Figlio di Patricia Molly Clapton ed Edward Walter Fryer, soldato canadese che tornò a Montreal dopo la Seconda Guerra Mondiale, Eric fu cresciuto dalla nonna materna e dal secondo marito di quest'ultima, scoprendolo solo in adolescenza. Egli credeva, infatti, che i nonni fossero i suoi genitori e la madre Patricia – che si trasferì poi in Germania - fosse sua sorella. Tale scoperta ebbe un profondo impatto su di lui, che trovò conforto nella musica, in particolare nel blues, dopo aver ricevuto una chitarra acustica come regalo per i suoi 13 anni. Clapton iniziò la sua carriera musicale all'età di 17 anni, suonando con diverse band locali prima di unirsi agli Yardbirds nel 1963. La band ottenne un discreto successo commerciale, e il soprannome di "Slowhand", risale proprio a quel periodo. Contrariamente a quanto si pensi, tale nomignolo non deriva dalla bassa velocità di esecuzione.  A causa del diametro molto sottile delle corde della sua Fender Telecaster, infatti, Clapton rompeva spesso quella del mi cantino suonando live. Pare che l’operazione di sostituzione della corda fosse solitamente lunga e accompagnata dagli applausi (“handclap”) del pubblico. Per questo, l’allora manager Giorgio Gomelsky iniziò a chiamarlo Slowhand (“mano lenta”).

John Mayall & the Bluesbreakers, Cream

Nel 1965 Clapton lasciò il gruppo causa di divergenze musicali, cercando un sound più fedele alle sue radici blues. Dopo l’abbandono degli Yardbirds, si unì ai John Mayall & the Bluesbreakers, dove la sua chitarra divenne protagonista, contribuendo a definire il suono del British blues e affermando la sua reputazione come uno dei migliori chitarristi blues. Nel 1966, Clapton fondò i Cream con Jack Bruce e Ginger Baker. La band fu una delle prime "superband", mescolando blues, rock psichedelico e improvvisazione. Con album come "Disraeli Gears" e "Wheels of Fire", i Cream divennero famosi a livello internazionale, ma le tensioni interne portarono allo scioglimento nel 1968.

Blind Faith, Derek and the Dominos, dipendenze

Dopo i Cream, Clapton formò i Blind Faith (1969) con Steve Winwood, ma la band ebbe vita breve. Successivamente, fondò Derek and the Dominos, con cui registrò l'album "Layla and Other Assorted Love Songs" (1970), ispirato dal suo amore non corrisposto per Pattie Boyd, all'epoca moglie del suo amico George Harrison (The Beatles). Questo periodo fu anche segnato da gravi problemi di dipendenza da alcol e droghe.

L’articolo continua nella prossima scheda

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