A metà degli anni Novanta, con la tecnologia informatica che si andava sempre più affinando, era ora che anche la Formula 1 avesse un videogioco il più realista possibile. Di giochi con protagoniste le monoposte ne erano già stati realizzati a decine, sin dai primi anni Ottanta. Grafiche obsolete, scenografie minimal, molti di questi titoli avevano appeal solo perché magari legate tramite sponsorizzazione al nome di un campione del volante, vedi Ayrton Senna.

F1 2019 in arrivo a giugno: l'ultimo di una lunga serie

LA STAGIONE DI RIFERIMENTO

Nel 1996 però si fa sul serio. A creare il nuovo videogame è Bizarre Creations, software house con sede a Liverpool, la stessa degli SCE Studio (all’epoca Psygnosis), che pensarono invece alla pubblicazione. Il videogame, patrocinato dalla FIA, si basa sulla stagione 1995 e al campionato vinto da Michael Schumacher su Benetton, il secondo della carriera del pilota tedesco. E venne pubblicato per il mercato europeo il 1° settembre di 23 anni fa.

LE CARATTERISTICHE

Il gameplay era estremamente semplice: bastava saper dosare bene accelerazione e frenata, e vincere la gara non risultava così difficile, anche se per togliersi qualche sfizio in più c’era la possibilità di realizzare prove libere e qualifiche. Il livello di realismo non era eccessivo: poco in pista - le auto potevano toccarsi o scontrarsi all’infinito, non avvenivano incidenti -, anche se i circuiti (presenti tutte le tappe del calendario mondiale ’95) erano stati riprodotti fedelmente, dagli yacht di Montecarlo ai boschi del Nürburgring, con la possibilità, una volta vinto il mondiale, di sbloccare il tracciato fittizio denominato Frameout City.

Auto e videogames: i titoli da non perdere

Inaugurò la fortunata serie dei videogiochi “F1”, che prosegue tutt’oggi con l’iper-realistico “F1 2019”, e che riesce a trasportare il mondo del Circus nelle case di ogni appassionato. Era un videogame molto semplice. Non poteva che avere un nome semplice: “Formula 1”.