Se si provasse a chiedere qual è la Ferrari più bella di sempre, il dibattito infiammerebbe gli appassionati. C'è chi predilige i modelli del passato, chi quelli moderni, chi avrà sempre un occhio di riguardo per le berlinette anni '60 e chi non potrà fare a meno di ammirare le coupé iper-tecnologiche di oggi.

C'è un auto però che mette d'accordo tutti. Non è per forza "la più bella Ferrari di sempre", ma se si dovesse stilare una top 3, il suo posto sul podio sarebbe garantito. Ferrari F40: uno dei fiori più belli mai sbocciati a Maranello, nato però in mezzo alle intemperie e figlia, a differenza di tante altre macchine, di un solo, geniale, padre.

LE ORIGINI DEL PROGETTO

Nasce in mezzo alla tempesta. Perché nella metà degli anni '80 in casa Ferrari c'è preoccupazione per i dati di vendita. Le auto da corsa vanno alla grande, mentre le vetture di serie si fanno battere sul mercato da modelli meno prestazionali ma nettamente più economici sul mercato. Enzo Ferrari non ci sta, e affida il compito di risollevare le sorti del prestigio del brand all'ingegnere Nicola Materazzi.

Campano, già tecnico Lancia e Abarth, nonché responsabile dell'ufficio tecnico reparto corse del Cavallino, Materazzi si tuffa anima e corpo nel progetto. La nuova creatura, che si chiamerà F40 per celebrare i quarant'anni di partecipazione di Ferrari nel mondo delle competizioni sportive, nasce sulla base stilistica e tecnica della 288 GTO Evoluzione, progettata da Materazzi stesso. Il diktat di Ferrari è chiaro: la clientela desidera auto stradali capaci di farli divertire anche e soprattutto in pista. Bisogna quindi accontentarli, focalizzandosi sul lato prestazionale. Il Drake ha poi un ulteriore desiderio, rivolto a Materazzi: "Faccia presto, perché, sa, io sono avanti con gli anni...". Lo stesso Enzo Ferrari ha capito di non avere ancora molto tempo a propria disposizione, si avvicina ai 90 anni di età, e vorrebbe comunque vedere quest'ultima creatura. Ecco perché chiede di fare al più presto, in modo da presentare la macchina in estate, quando in realtà le previsioni iniziali erano di svelarla solamente ad ottobre, nella cornice del Salone di Francoforte.

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UN UNICO ARTEFICE: NICOLA MATERAZZI

Materazzi lavora senza sosta, anche sabato, domenica e festivi per completare l'auto in tempo. La F40, dalla zona frontale al posteriore, è interamente frutto delle sue idee, dallo stile alla motorizzazione, cambio compreso (con Pininfarina che dona il proprio contributo per la carrozzeria). Partendo dalla base GTO Evo, il telaio rimane in acciaio con una scocca rinforzata attraverso l'uso del kevlar e la fibra di vetro per la carrozzeria. L'aspetto affusolato e sportivo della macchina viene esaltato dall'alettone, elemento più evidente della zona posteriore, il cui cofano si apre a conchiglia e lascia in bella vista, attraverso una superficie in plexiglas, il V8 montato dietro.

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Quest'ultimo è un 3 litri dotato di due turbocompressori da 478 CV (limitati per l'utilizzo su strada e per le norme sulle emissioni, altrimenti sarebbe stato tranquillamente portato a 650 CV), che porta la macchina a raggiungere un primato: con 324 km/h di velocità massima dichiarata, la F40 diviene l'auto di serie più veloce del mondo all'epoca. Numeri aiutati da un ottimo coefficiente aerodinamico (0,34 Cx) e dal peso complessivo di 1155 kg, che esalta la guida della nuova berlinetta, sprovvista di aiuti elettronici e la cui anima "racing" viene dichiarata anche negli interni, spartani come si conviene a un'auto nata per correre.

UN SUCCESSO STREPITOSO: LA F40 È STORIA

Tutto come da programma. La F40 viene presentata a Maranello il 21 luglio 1987. Enzo Ferrari è riuscito a vederla, e ne è entusiasta. Entusiasta come la critica specializzata e, soprattutto, la clientela. L'auto infatti prevede che venga commercializzata in 400 esemplari totali. Il 22 luglio '87, l'indomani della presentazione, Ferrari riceve più di 900 richieste tramite fax. Si tratta di un successo senza precedenti.

Enzo Ferrari se ne andrà un anno dopo, rendendo la F40 l'ultima vettura di Maranello ad aver ottenuto la supervisione e l'approvazione del Drake: un'eredità che poi verrà "raccolta" dalla Ferrari Enzo, l'erede targata anni Duemila della F40.

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Tutti oggi ringraziano l'ingegner Materazzi. Lo fece anche Enzo Ferrari, che gli telefonò per complimentarsi personalmente con lui per la disposizione del motore. Un gesto piccolo, ma significativo, che ancora oggi riempie di lacrime Nicola Materazzi. E un dettaglio tecnico, solamente uno, dei tanti che hanno reso la Ferrari F40 un classico della storia dell'automobilismo.