Presentazione

Possiamo serenamente lasciar perdere le ipotesi sociologiche sui corsi e i ricorsi di manie e tendenze, per essere crudamente prosaici. Se fino a qualche tempo fa i dati di mercato mostravano impietosi un “fuggi-fuggi” febbrile dalla categoria delle sportive compatte e poi, improvvisamente, le Case riprendono ad alimentare questa nicchia, non è perché qualche trendsetter che in discoteca c'è andato pesante con “tech house & minimal” ha deciso che, da oggi e per qualche mese ancora, farà figo avere una Leon Cupra, piuttosto che una Peugeot RCZ R o una Mercedes A45 AMG.

La verità è che fino a non molto tempo fa si riteneva che per girare sotto agli 8 minuti al Nürburgring come ha fatto la Cupra (in 7'58”40, per essere precisi) servissero auto i cui tagliandi costavano come una Leon nuova. Magari con gli interni in pelle.

Senza contare che bazzicando il centro con una Cupra, meglio se nel “grigino” delle nostre foto, ben difficilmente a qualcuno verrà in mente di fare le pulci all'estratto conto del suo conducente. Il quale, nel contempo, potrà caldamente incoraggiare il suo compagno di happy hour, titolare della 911 parcheggiata fuori dal bar, a provare a stargli dietro. Se ce la fa.

E, di questi tempi, sono scenari di cui tener conto, come chi progetta e vende automobili sa bene. Tra l'altro sulla nostra pista di prova, che non è il ‘Ring ma di elementi di riflessione ne fornisce tanti, ci sono vetture simili alla Cupra che hanno anche fatto anche qualcosa meglio della Seat: un segnale che non stiamo parlando solo di una fortunata eccezione.

La Cupra è disponibile sia nella versione SC - Sport Coupé - di questo servizio, che è di fatto una berlina a tre porte, è più accattivante nella forma e nelle proporzioni e permette anche di risparmiare qualche spicciolo, sia in quella a cinque porte, meno affusolata e seduttiva ma certo più funzionale. Guardando la vettura si sente solo la mancanza di un po' di caratterizzazione sportiva in più, visto che, dopotutto, è la Seat più potente di tutti i tempi e, magari, questo primato avrebbe potuto essere ostentato un po' di più.

Così com'è, pur con qualche appendice aerodinamica aggiuntiva, 25 mm di abbassamento delle sospensioni e le griglie anteriori a nido d'ape, nel retrovisore difficilmente la si riesce a distinguere al primo colpo d'occhio da una Leon FR, cioè la sportiva intermedia della famiglia, che ha sicuramente contenuti meno esclusivi. Per un'identificazione certa e rapida, in effetti, bisogna affidarsi ai loghi attaccati a muso e coda che indicano la potenza - 280 - e stanno lì anche a ricordare che tutto l'understatement di cui sopra non è sufficiente per mettere al riparo dal superbollo che inciderà per 420 euro all'anno.