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BMW X5, divertimento formato maxi
Alberto Sabbatini
Pubblicato il 24 ottobre 2026, 11:39
Motori per tutti i gusti
La gamma parte dalla X5 40, spinta dal tradizionale sei cilindri tre litri a benzina turbo, un propulsore solido e affidabile che è parte integrante della storia motoristica BMW. In questo caso è stato potenziato con un piccolo motorino elettrico da 48 volt inserito nel cambio Steptronic e quindi è a tutti gli effetti un mild hybrid e con i suoi 400 cavalli e 578 Nm di coppia (più una quarantina di Nm di coppia extra dell’elettrico) garantisce già ottimo spunto e prestazioni adeguate per la maggior parte delle necessità. Poi BMW ha voluto confermare sulla nuova gamma X5 la sua fedeltà al diesel, anche se ormai tra la guerra alle emissioni e la continua salita del prezzo del gasolio, la diffusione dei diesel si è ridotta a poche unità. La X5d 40 monta un sei cilindri da 313 cavalli, il tradizionale turbodiesel spinto di BMW che per anni ha motorizzato i modelli più richiesti fra le berline e wagon, anch’esso potenziato dallo stesso sistema mild hybrid del benzina.
A questi due modelli si affianca il nuovo X5 M60 con motore plug-in hybrid a benzina che si fregia anche del primato di X5 più potente di tutta la gamma grazie ai suoi 612 cavalli generati dal powertrain ibrido formato dal 6 cilindri turbo (426 cv) e da un motore elettrico che da solo sviluppa 197 cavalli. La plug-in è capace con la sua batteria da 26,5 KWh di marciare fino a 102 km in modalità soltanto elettrica.
Molto ambiziosa è la iX5, la prima versione full electric della gamma. Che sviluppa ben 578 cavalli grazie ai suoi due motori (l’anteriore è asincrono da 249 cv e il posteriore di tipo sincrono da 329 cv) e oltre 800 Nm di coppia. Ed è anche l’auto elettrica con la batteria di maggior capacità sul mercato: ben 141 kWh. Il che le garantisce un’autonomia dichiarata compresa fra 650 e 845 km a seconda degli usi.
Abbiamo guidato le due versioni di X5 più interessanti per il mercato: la X5 40 a benzina da 400 cv e l’elettrica da 578 cavalli. Della prima ci è piaciuto molto l’equilibrio generale dell’auto che anche con i 400 cavalli e la sua massa importante è capace di ottime prestazioni: 5,3 secondi per accelerare da zero a cento e 250 km/h di velocità massima. Della seconda abbiamo apprezzato oltre che la prontezza del motore in tutti i momenti (d’altronde ha più di 800 Nm di coppia!) una stabilità nelle curve addirittura superiore, frutto anche del baricentro più basso grazie all’enorme massa delle batterie vicino al fondo vettura.
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