Ferrari BR20, esemplare unico ispirato alle V12 anni Sessanta

Ferrari BR20, esemplare unico ispirato alle V12 anni Sessanta

L'ultima opera della divisione Progetti Speciali si rifà ai modelli V12 del passato, richiami evidenti in alcuni dettagli di stile traslati su una base Ferrari GTC4Lusso, che diventa altro, a partire dalla carrozzeria e gli interni

11 novembre

Aspettando la prossima Icona, che celebrerà la 330 SP4, a Maranello si celebra la passione dei clienti, di un cliente. Passione, sotto forma di one off della divisione Ferrari Progetti Speciali. Da lì nasce Ferrari BR20. Si parte da lontano, dalla GTC4Lusso V12, dal 6.2 litri da 690 cavalli, dalla trazione quattro ruote motrici, per andare in tutt'altra direzione.

Si segue il filone dello stile classico, l'eleganza delle Ferrari anni '50 e '60, delle V12 come la 500 Superfast e della 410SA. Ispirazioni che appaiono evidenti nella lavorazione del tre quarti posteriore.

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Non solo lì si è concentrato il lavoro dei tecnici, a lavorare da vicino con il committente, verosimilmente le iniziali di quest'ultimo nella sigla BR.

Ferrari BR20

Ferrari BR20

A Maranello nasce l'ultima one-off, un esemplare unico, commissionato da un cliente e realizzato dalla divisione Progetti Speciali. Partendo dalla GTC4Lusso nasce la BR20, una due posti secca e dalle soluzioni di stile ispirate alle Ferrari degli anni Cinquanta e Sessanta

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Oltre la GTC per una coda fastback

Cambia profondamente la base GTC4Lusso, poiché la linea del tetto si abbassa e scrive una coda fastback, su una lunghezza 7 centimetri più estesa di quando non faccia la 2+2, extra riprodotto tutto in coda. Ecco, Ferrari BR20 è una due posti secca, al posto dei sedili posteriori è stata riprodotta una panchetta, rivestita in pelle, tonalità di marrone che si fondono agi inserti in rovere e carbonio, colori Heritage Testa di Moro e cuciture color argento.

I dettagli che contano

Fuori, la rilettura degli interni ha permesso di scrivere una linea del tetto molto più fluida e bassa, trattata da una colorazione nera a contrasto che lega parabrezza e lunotto, in una leggerezza visiva pregevole. Sono dettagli a sé, ancor più dell'esemplare nel suo insieme, a raccontare la specificità del modello. Il lunotto è sollevato dai lamierati, i montanti posteriori diventano quasi dei tiranti a collegare arco del tetto e volume posteriore, con tanto di ponte creato sui passaruota. 

La coda della Ferrari BR20 propone una chiusura affusolata, ispirata parecchio alla 500 Superfast nel modo in cui la carrozzeria si stringe dietro le ruote posteriori verso la fascia dei fanali. Modernità (leggi le prospettive dell'a.d. Vigna sull'elettrificazione) e classicismo, spiegano in Ferrari, per questa one-off. 

Il caldo color cuoio e la modernità del carbonio

Modernità che è espressa appieno su un rontale dai fari ben integrati, mentre le luci diurne a led, su una sorta di lama in carbonio a percorrere l'intera griglia, ripetono un po' l'idea dei semi paraurti cromati delle Ferrari del passato. 

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L'abitacolo, ancora, fa un tuffo indietro nel tempo, i colori e sfumature di marrone richiamano il cuoio, per degli interni che alternano le lavorazioni in alluminio e la fibra di carbonio.

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