Questa è una storia di coraggio e rivoluzione, di una Casa dalla fama uguale e contraria alla capacità di aver stravolto il panorama dell'automobilismo, in un'epoca in cui l'auto non era ancora il fenomeno globale che è oggi. Tempi moderni caratterizzati dalla costante diffusione dell'alimentazione elettrica, sinonimo di "futuro" e "progresso", eppure in pochi sanno che la lampadina non venne accesa negli anni Duemila o tra gli uffici di Elon Musk, bensì più di 120 anni fa.

1899, LA PRIMA AUTO ELETTRICA: PERCHÉ NACQUE

Il protagonista della storia è Walter C. Baker, temeraria e visionaria figura di Cleveland, Stati Uniti. Nel 1899 entra in un settore, quello dell'automobile, che sta cominciando a diventare qualcosa di serio, nel panorama economico-industriale. All'epoca non si può parlare di vere e proprie auto, bensì di carrozze senza cavalli e con una tecnologia di combustione a benzina o a vapore che le permette di muoversi su strade che ancora non avevano mai conosciuto l'asfaltatura. Le forme dell'auto del tempo (e la non trascurabile mancanza dei finestrini) avevano alcune conseguenze spiacevoli, tra cui la sporcizia del terreno e i fumi dello scarico che sporcavano visi e vestiti di ricchi borghesi e affascinanti signore. Serviva qualcosa di diverso: una nuova tecnologia che muovesse le vetture senza inquinare.

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Nel 1899 Walter inserisce una batteria a nickel in una due posti e crea la sua prima Electric, venduta al prezzo di 850 dollari. Piace talmente tanto che anche Thomas Edison ne acquista una. Lo stesso inventore, da quel momento, inizierà un rapporto di collaborazione con la neonata Baker Motor Vehicle.

L'INCIDENTE DI STATEN ISLAND 

Nel 1902, per promuovere la fiducia nelle auto elettriche, Walter Baker realizza una vettura "a sigaro" da corsa spinta da una batteria a piombo e zinco per partecipare a una gara a Staten Island, New York. La macchina pesa 1.400 kg, e i due posti sono occupati dallo stesso Baker al volante e da un aiutante che si dedica alla frenata. L'intento di Baker è quello di realizzare la prima elettrica a superare i 100 km/h, nonché la prima vettura a zero emissioni a percorrere il tracciato nel minor tempo possibile, un record stabilito da una Riker nel 1901.

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Nonostante una prima parte del percorso condotta con un ottimo cronometro, nella seconda parte Baker e aiutante perdono il controllo della macchina, che scivola a bordo pista, uccidendo due spettatori e ferendone altri. L'incidente provocherà non solo il bando delle competizioni su strade pubbliche, ma anche una generale perdita di credito delle auto elettriche.

ARRIVANO RUNABOUT E STANHOPE

L'episodio non fermò Baker, anzi. Già nel 1904 la gamma si ampliò con due nuovi modelli, entrambi a due posti, con telaio in legno, motore elettrico in posizione centrale e batteria a 12 celle. Il Runabout erogava 0,75 cv (290 kg di peso), mentre lo Stanhope (430 kg) si "spingeva" fino a 1,75 cv, con trasmissione a tre marce e velocità massima di 23 km/h - dati che oggi sembrano ridicoli, ma che devono ovviamente essere contestualizzati a quell'epoca -.

UNA GAMMA DI SUCCESSO CON CLIENTI DI PRESTIGIO

Le Baker ottennero un successo clamoroso: già nel 1906 il marchio produsse 800 vetture, rendendolo il più importante brand al mondo di auto elettriche. Nel 1907 la gamma era composta da 17 modelli, da quello base, lo Stanhope, fino al top, la Coupé Inside Drive. In mezzo, auto come la Imperial, Landolet, Suburban, Victoria, Surrey, Depot Carriages e l'insolita Brougham, che aveva il posto di guida nella parte posteriore e in posizione esterna, ed era inoltre la macchina più costosa di tutte, dal prezzo di 4.000 dollari.

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Nel frattempo Baker, che era entrata anche nel settore dei veicoli commerciali e dei camion, aveva ottenuto un riconoscimento tale che nel 1903 il re del Siam acquistò un esemplare della Electric, proprio come Helen Taft, First Lady durante il mandato del Presidente USA William H. Taft. Una clientela tale fece dimenticare in fretta il tragico incidente del 1902.

1913: FINE DELLA BAKER, VIA ALL'AVVENTURA ELETTRICA

L'"impero" di Baker proseguì fino al 1913, quando vendette la compagnia alla Detroit Electric. Nel frattempo, si unì al Costruttore Rauch & Lang (anch'esso di Cleveland) per dar vita alla Baker, Rauch & Lang. Un connubio che ebbe meno fortuna rispetto all'avventura elettrica, propiziata dal visionario Walter nel 1899 e che ancora oggi continua a essere protagonista del presente e del futuro dell'automotive.