Renault, Fusilli: "Con Mégane E-Tech Electric arriverà la svolta"

Renault, Fusilli: "Con Mégane E-Tech Electric arriverà la svolta"

Il Managing Director di Renault Italia ci svela gli scenari di mercato del 2022: "Elettriche e servizi per offrire tempo di qualità"

di Pasquale Di Santillo

2 febbraio

Casa dolce casa. A volte, i percorsi della vita somigliano tanto a quei giochi da tavolo con i quali sono cresciute molte generazioni: si ritorna sempre al via, da dove si è partiti. Magari senza pagare pegno. Il percorso di Raffaele Fusilli, dall’1 luglio Managing Director di Renault Italia, coincide esattamente con questa sorta di deja vu visto che il primo approccio nel mondo dell’automotive avvenne proprio con la Casa della Losanga da neo laureato in giurisprudenza, nel 1988.

"Già, proprio vero - racconta Fusilli - facevo le fotocopie…". Non mettiamo in dubbio, per carità, ma saranno state fotocopie “importanti”. Visto che dal porto sicuro di Renault, il manager romano, 61 anni, 3 figli, attore per passione e cuoco per diletto, ha poi spiccato il volo per la sua ormai quasi trentennale carriera. Proseguita anche nella stessa Renault, con varie mansioni di prestigio tra Roma e Parigi, per poi passare in Mercedes, Ferrari e Maserati, sempre con incarichi di vendite e commercialie a livello mondiale, prima di chudere in Ducati (Direttore delle vendite) e tornare all’ovile: "Non mi sono fatto mancare nulla ma sono state tutte esperienze preziose, compresa quella con Maserati, ai tempi di Marchionne, dove conclusi il rapporto con una turbolenta lite con l’AD del brand…".

Fusilli, a.d. Renault: "La bandiera della rivoluzione elettrica è la nuova Mégane E-Tech"

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Il presidente e a.d. Renault Italia, insieme al Direttore di Auto Andrea Brambilla, ha analizzato le nuove direzioni di Renault, e di tutto il Gruppo automobilistico. Dal lancio della nuova Megane E-Tech 100% elettrica fino alla transizione energetica e al serio problema degli incentivi non rinnovati dal Governo italiano per l'intero comparto automobilistico

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La voglia di auto più forte della pandemia

Ecco, come primo italiano alla guida della filiale italiana di Renault dal 1958 come giudica i numeri del 2021?

"Quello passato, è stato un anno particolare, travagliato e attraversato dalle varie crisi: chip, materie prime, il costo delle stesse. A livello globale abbiamo perso 400-450mila macchine vendute, in Italia abbiamo perso il 15-20 del potenziale. Eppure, dal punto di vista della domanda, dei clienti è stato molto molto positivo. Da quello dell’offerta, cioè della possibilità delle Case, quindi anche la nostra, di mettere a disposizione del cliente i vari modelli, molto critica. La buona notizia è che c’è una fortissima domanda e grande voglia di auto. Noi, alla fine, abbiamo chiuso il 2021 con 89.000 immatricolazioni, compresi i vicoli commerciali. Abbiamo focalizzato le vendite sui settori più redditizi perchè questo scenario di mercato ci ha facilitato l’indirizzo di una strategia già impostata. E cioè il passaggio dai volumi a una vendita redditizia sui canali privati, dove infatti abbiamo ottenuto una buona performance raggiungendo una quota del 6%, il che ci ha garantito una redditività adeguata.

In relazione alle motorizzazioni, siamo molti contenti di essere il primo brand italiano per vendita di veicoli elettrici a clienti privati, a cominciare dalla Zoe. Twingo elettrica è la prima vettura a zero emissioni venduta sempre tra i privati, Captur è la prima ibrida plug in nel segmento B. Siamo, insomma, nel cuore del mercato in cui vogliamo essere. E ci siamo in maniera molto autorevole. Il brand in Italia, come in Europa, sta rafforzando la sua leadership sull’elettrico. Circa il 30% delle nostre vendite sono elettriche o ibride o plug-in. Nel 2021 c’è stato anche il successo dell’Arkana che ha fatto rientrare Renault in un segmento che aveva abbandonato. Un successo andato ben oltre le aspettative che prepara bene il campo per l’arriva della Mégane E-Tech 100% Electric, la nostra prima vettura tutta elettrica del piano Renaulution di De Meo"

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Nuova Renault Megane E-Tech 100% Electric: i dettagli

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Entrando nel dettaglio del 2022 che anno si aspetta?

"Le previsioni dicono che gli effetti, le problematiche figlie della crisi delle materie prime e dei microprocessori si sentiranno con certezza per tutto il primo semestre di quest’anno. E se anche la domanda è forte non si può negare che questa variante Omicron del Covid sta tenendo a casa più di 6 milioni di persone, tra quarantena e altre situazioni. E questo ovviamente genera meno traffico in concessionaria. Ma il nostro portafoglio clienti non è mai stato così elevato. Abbiamo ordini per 4 mesi di vendita, dato importante per un Marchio generalista, al netto delle difficoltà di approvvigionamento".


Cosa rappresenta per voi la nuova Mégane E-Tech 100% Electric?

"È la svolta nell’approccio del brand al mondo dell’elettrico e del digitale per i contenuti di connettività che porta con sè, a cominciare dalle applicazioni, senza dimenticare la percezione di guidare una vettura divertente. Noi la chiamiamo la GT dell’elettrico e ci consente di sfatare il mito dell’elettrico “noioso”. Già il design di queste vetture fino a oggi non è stato esaltante, nonostante sembrava dovesse aprire chissà quali scenari. Invece, ancora bisogna lavorarci ancora tanto. Le elettriche in questi anni sono state noiose, tutte uguali perché si pensava che l’elettrica dovesse essere una scelta razionale o funzionale. Invece no, te ne devi innamorare esattamente come si fa delle macchine termiche, ti deve piacere, far battere il cuore, regalarti adrenalina alla guida. Se no non la compri. Di fatto, la nuova Mégane elettrica sarà la nuova portabandiera dei valori Renault proprio per quei contenuti che hanno fatto diventare il software sempre più importante dell’hardware. E con la capacità di venire incontro alle esigenze dei clienti offrendo servizi sempre più innovativi. Dall’acquisto on line, allo switch della vettura se per affrontare un viaggio particolarmente lungo si ha il timore di rimanere senza carica. La possibilità di cambiarla tranquillizza il cliente.

Dobbiamo diventare fornitori di “time provider” per il cliente, mettergli a disposizione tempo di qualità per fare altre cose. Semplificargli al massimo la vita. Non hai tempo per portare la macchina in officina? Puoi utilizzare l’app che prenota il ritiro e la riconsegna a casa. Lo stesso concetto di abbonamento che stiamo portando avanti con Mobilize si presta a un’evoluziione fondamentale. Abbiamo fatto un convegno interno dove abbiamo chiesto a un consistente gruppo di Millennials quali sono le esigenze primarie per la loro mobilità. E la risposta è stata quella di avere la macchina di cui hanno bisogno per le proprie esigenze dove e quando vogliono, per il tempo che vogliono. Una sorta di “macchina on demand”. È evidente che sta cambiando il mondo e questo nasconde un tema cruciale per noi che è quello di una royalty sempre più difficile da mantenere. Dovremo avere la capacità di fidelizzare il cliente non sul pezzo di metallo, la vettura, ma sui servizi, l’abbonamento che gestirà Mobilize di cui si parlava prima. Poi per il resto dell’anno, nella seconda parte arriverà l’Austral, Suv del segmento C. Il lancio è previsto in tarda primavera. Sarà full-hybrid e con un design sia interno che esterno molto accattivante. Poi sarà la volta del Kangoo Electric prima come veicolo commerciale poi come tarsporto persone. Nel frattempo, svilupperemo una rete di Alpine Center perchè Luca (De Meo ndr) crede molto nella sua influenza su Renault".

Renault Kangoo 2021

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Come valuta l’attuale livello dell’elettrificazione del mercato in tutti i suoi risvolti?

"La strategia dell’azienda è chiara: entro il 2030, la gamma sarà al 100% elettrica. Allo stesso tempo, il mercato sta rispondendo con grande sensibilità ai veicoli a emissioni zero. La crescita nel 2021 in Italia, è stata notevole (+136%) ma ci sono tre condizioni fondamentali perché questo approccio culturalmente favorevole dei clienti all’elettrico, anche tramite l’ibrido, porti risultati ancora più concreti. Deve decollare lo sviluppo di un’infrastruttura di ricarica veloce, cioè oltre i 22 kWh: in Italia siamo al 92% di colonnine tra 7 e i 22 kWh, le rimanenti sono quelle ultrafast. Pochissime. Ecco, considerando che le previsioni parlano di 6 milioni di vetture elettriche o plug-in al 2030 e che ci sarà bisogno di 100-120.000 punti di ricarica pubblici, quando ora siamo ancora intorno ali 26.000, è chiaro che serve un ritmo di crescita elevatissimo.

In più, servono urgentemente incentivi governativi per il ricambio del nostro vecchissimo parco circolante, il più vecchio d’Europa. Siamo l’unico Paese europeo senza un piano strutturale serio di incentivi a 2-3. Infine, bisogna abbassare il costo delle energia che deve transitare da fonti rinnovabili.
Il futuro dell’elettrificazione passa anche per l’allineamento di questi altri pianeti infrastrutturali ed energetici che dipendono dal Governo. Governo dal quale ci aspettavamo un po’ più di sensibilità visto che ci ha escluso da tutto nella Legge di Bilancio. Ci sono forze politiche che stanno lavorando per reinserire qualcosa, ma al momento siamo divisi molto gramscianamente tra il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà".

Cosa pensa della proposta UE di fermare al 2035 la prdouzione dei motori endoterminici e ibridi?

"Che il pianeta debba essere trasformato in qualcosa di più umano, questo è scontato. Ma le dichiarazioni a 15 anni sono belle. In Italia l’orizzonte 2035 non mi sembra fattibile, mi auguro un’accelerazione forte per arrivarci. Noi come Case siamo gli unici player che stanno investendo in maniera massiva su questa transizione".

Già, a quando il turno di chi ha ben altri doveri?

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