Volvo, le nuove elettriche prodotte con mega fusioni in alluminio

Volvo, le nuove elettriche prodotte con mega fusioni in alluminio

Un minor numero di componenti da assembare, maggiore leggerezza e rapidità nell'assemblaggio. Sono i vantaggi del processo produttivo di grandi parti dell'auto in mega fusioni di alluminio. A Torsland investimenti per quasi 1 miliardo di euro

8 febbraio

Primo passo del futuro elettrico Volvo sarà la nuova generazione di XC90 (in foto la scocca evoluzione del concept Recharge), modello che abbandonerà la denominazione attraverso una sigla. Un passo che introdurrà un'architettura SPA evoluta e sulla quale verrà prodotto un ampliamento della gamma a zero emissioni. 

Un prodotto di serie che, in Europa (leggi i piani su un nuovo stabilimento produttivo), verrà assemblato in Svezia, a Torsland, storico impianto Volvo nato nel 1964 e, oggi, con 6.500 dipendenti. Sullo stabilimento verranno investiti oltre 900 milioni di euro, senza dimenticare l'impegno da poco meno di 3 miliardi di euro definito da Volvo e Northvolt, mirato allo sviluppo di batterie "su misura".

Volvo Concept Recharge

Volvo Concept Recharge

Con un concept, Volvo introduce quella che sarà la direzione stilistica alla base di nuova XC90 elettrica, attesa nel 2022. Un design profondamente rivisto, l'extra disponibilità di spazio ottenuta dalla piattaforma SPA evoluta per l'elettrico tutta a vantaggio degli interni. Così, Volvo Concept Recharge, presenta il futuro

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Meno parti e di grandi dimensioni 

Ecco, a Torsland non solo verranno adeguati i reparti verniciatura, la linea di assemblaggio finale e organizzata in modo più efficiente la logistica. Uno dei progetti centrali riguarda la realizzazione delle parti componenti la scocca. La batteria avrà un ruolo strutturale sul fondo e sarà una base realizzata mediante processo produttivo di mega fusione in alluminio. Anziché produrre più parti da assemblare, la realizzazione di un unico, grande, elemento è funzionale a più aspetti.

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Consente una riduzione complessiva del peso, genera maggiore efficienza sul prodotto finito e, quindi, un'autonomia superiore. La realizzazione di grandi componenti in fusione di alluminio ridurrà la complessità del processo di assemblaggio, porterà un risparmio sui costi in materiali e logistica, dicono in Volvo. Non meno importante, offrirà una maggiore versatilità degli interni, da una progettazione che potrà contare su minori vincoli.

Il sito produttivo in Svezia ha una capacità produttiva annua pari a 300 mila unità. Gli investimenti verranno attuati su più anni.

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