La crescita della mobilità elettrica è evidente e sotto gli occhi di tutti. A confermarlo è anche il report sulle infrastrutture di ricarica pubblica stilato in queste ultime settimane da Motus-E.

Stando alle stime dell’Associazione, infatti, lo scenario italiano sta migliorando in maniera vertiginosa e il numero delle infrastrutture di ricarica sta via via aumentando nonostante i rallentamenti causati dalla pandemia e dal lockdown. Andiamo a scoprire insieme qualche dato in più.

Auto elettriche, le vendite triplicano nel 2020

BUONA ANNATA PER L’ELETTRICO

L’analisi sviluppata da Motus-E si basa esclusivamente sulle infrastrutture poste su suolo pubblico – o privato ad accesso pubblico -, mentre sono categoricamente escluse le stazioni di ricarica private.

Secondo le stime, la quota di mercato dei veicoli elettrici, in particolare delle auto, è ancora modesta se comparata al totale del parco circolante (circa lo 0,25% del totale) e al totale delle immatricolazioni (circa il 4,3% nell’anno 2020). Tuttavia, nonostante le limitazioni dovute al Covid, il 2020 è stato comunque un buon anno per l’elettrico.

UNA RETE IN RAPIDA CRESCITA

I dati elaborati da Motus-E, infatti, indicano che la rete infrastrutturale di ricarica nel nostro paese sta rapidamente crescendo: in Italia ci sono attualmente 19.324 punti di ricarica in 9.709 infrastrutture accessibili al pubblico, con una crescita delle installazioni che nell’ultimo anno ha fatto segnare un +39%.

Le infrastrutture di ricarica sono passate, quindi, da 7.203 a 9.709 (+2.506), mentre i punti di ricarica da 13.721 a 19.324 (+5.602).

IL 21% NON È UTILIZZABILE

Il ruolo delle infrastrutture di ricarica – fa sapere l’Associazione - è un fattore imprescindibile per la rivoluzione verso la mobilità a zero emissioni, ormai inarrestabile.”

Purtroppo però, circa il 21% delle installazioni presenti sul suolo italiano risulta attualmente non utilizzabile dagli automobilisti. Un dato allarmante se si pensa che la causa di tutto questo deriva dal non collegamento di tali strutture alla rete elettrica o per altre motivazioni autorizzative.

Detto questo, quindi, possiamo solo sperare che - con l’emendamento sulla diffusione autostradale delle colonnine di ricarica approvato lo scorso dicembre dalla commissione di Bilancio della Camera - tale situazione riesca a sbloccarsi nel migliore dei modi portando anche all’azzeramento di quel 21%.