Il prezzo dei carburanti scende, ma non abbastanza. È questa la sintesi delle accuse mosse dalle associazioni dei consumatori nei confronti delle società petrolifere e del Governo. In un momento in cui le quotazioni del petrolio hanno raggiunto i minimi storici, il costo alla pompa si è ridotto solo marginalmente, anche a causa delle tasse. Nel frattempo chiudono gli impianti autostradali per lo sciopero iniziato stanotte e che durerà 48 ore.

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Risparmi marginali

Il Ministero dello Sviluppo Economico nell'ultima ha registrato un ulteriore calo nei prezzi del carburante alla pompa, ma al di sotto delle aspettative di molti italiani. La benzina self service si è infatti stabilizzata a quota 1,362 euro (contro l'1,374 della rilevazione precedente) e il gasolio a 1,252 (una settimana fa costava 1,267). Riduzioni che, avvisano le associazioni dei consumatori, non portano sufficienti vantaggi agli automobilisti.

Codacons segnala che, visto il tracollo del prezzo del petrolio, sceso del 74%, il costo alla pompa è sceso troppo poco (l’11-12%). L’Unione nazionale dei consumatori invece segnala che il risparmio per l’automobilista è quantificabile in media in soli 3 euro per ciascun pieno. A mantenere alte le cifre sono anche le tasse sul carburante, accise e Iva, che incidono sul 71% del prezzo della benzina e sul 63% di quello del gasolio. Le associazioni denunciano inoltre le “doppia velocità” con cui i prezzi salgono molto più rapidamente di quanto invece scendano a seconda delle variazioni del mercato del petrolio.

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