Volvo, è realtà il limite di velocità a 180 orari

Volvo, è realtà il limite di velocità a 180 orari

Dal suv XC40 fino alle S, V e XC90, Volvo implementa il limitatore di velocità, parte dell'obiettivo di zero morti e feriti gravi in incidenti stradali al volante di un modello della casa svedese

20 maggio 2020

A lungo nell’immaginario collettivo di un pubblico di appassionati puri, il mito della velocità deve lasciare spazio ad altri temi sociali. L'importanza della sicurezza stradale, anzitutto. L’obiettivo di sviluppare automobili – con il necessario contributo delle infrastrutture – che siano sempre più sicure, dalle quali azzerare in futuro la mortalità e i feriti gravi da eventuali incidenti.

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Volvo ha scelto una posizione chiara, annunciando nel 2019 l’intenzione di limitare la velocità dei propri modelli a 180 km/h. Beninteso, è pur sempre una velocità al di fuori di quanto non consenta il Codice della strada, salvo le eccezioni ammesse sui tratti di Autobahn tedesche. L’annuncio si traduce oggi in un’offerta che va su strada con quelle limitazioni. Dalle Volvo “60”, “90” e la compatta XC40, alla voce velocità massima un dato comune: 180 orari.

Volvo XC40, il Suv che mancava

Volvo XC40, il Suv che mancava

Estroversa e originale, ma sempre scandinava nel design, la nuova Volvo è disponibile in versione T5 con il 4 cilindri turbo benzina da 247 cavalli e D4 diesel da 190 cavalli. Nella primavera 2018 arriveranno anche i motori più piccoli: un diesel meno potente, da 150 cavalli che equipaggerà una futura XC40 D3. E poi il primo “piccolo” della famiglia modulare: un inedito 3 cilindri benzina da 1500 cc che eroga 156 cavalli per la XC40 T3

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La responsabilità sociale Volvo

“Crediamo che un costruttore di auto abbia la responsabilità di aiutare a migliorare la sicurezza stradale. La nostra tecnologia di limitazione della velocità e le discussioni che ha avviato rientrano in questo pensiero. Il tetto alla velocità e la Care Key aiutano le persone a riflettere e capire che l’eccesso di velocità è pericoloso, al contempo forniscono una serenità supplementare e supportano un migliore comportamento del guidatore”, commenta Malin Ekholm, responsabile del Volvo Safety Centre.

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Le principali cause di incidenti stradali sono nella velocità eccessiva, nella guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, nella distrazione al volante. E dove i limiti di velocità non sono un deterrente sufficiente a suggerire condotte rispettose del Codice (meriterebbe un focus ulteriore anche la coerenza e il realismo delle indicazioni, soprattutto sulle strade nostrane), allora interviene un marchio automobilistico, assumendo su di sé una responsabilità che si può discutere quanto competa o meno.

Certo farà strano raccontare tra amici, sempre in quella visione d'altri tempi, della propria nuova auto ipertecnologica, da oltre 250 cavalli, eppure “solo” in grado di raggiungere i 180 orari.

Volvo V60, seconda generazione

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Al Salone di Ginevra, prima uscita per la rinnovata Volvo V60. La nuova generazione è sviluppata sul pianale SPA della più grande V90 e del suv XC60. Ben due opzioni ibride plug-in, differenziate nella cavalleria del motore 2 litri turbo benzina Drive-E: T6 o T8. Non mancano le alternative turbodiesel D3 e D4

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Contenere la velocità massima ha una diretta ripercussione anche sull’efficacia di alcuni sistemi Adas, in particolare nella capacità di mitigare gli effetti di un incidente.

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Per un limite di velocità sulle Volvo che viene posto a 180 km/h, attraverso la Care Key viene offerto al cliente un ulteriore strumento di controllo. Sarà possibile impostare limiti di velocità inferiori, utili ad esempio nel caso in cui al volante dovesse esserci un giovane automobilista o un neopatentato.

I fattori distrazione e alcol

L’intervento su uno dei tre principali fattori di rischio e causa di incidenti stradali meriterebbe d’essere completato da passaggi ulteriori, ad esempio normando i sistemi di controllo del tasso alcolemico prima di mettersi al volante, come nel ridurre le distrazioni alla guida, che siano dall’utilizzo dello smartphone o le distrazioni dall’impiego dell’infotainment senza comandi vocali. Un novero di possibilità tecnicamente realizzabili, basti ricordare le sperimentazioni su un vano porta smartphone in grado di schermare la ricezione del cellulare.

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