L'automotive no, non l'avevo considerato. Sembra un remake poco orecchiabile di una delle canzoni di maggior successo di Renato Zero. Più che "Il triangolo" le parole del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli lasciano spazio a un cerchio infinito di domande che si rincorrono sul futuro dell'industria automobilistica, che porta ogni anno nelle casse del nostro Stato quasi 80 miliardi di euro, ovvero il 20% di quanto incassa l’Erario in totale. "L'automotive è uno dei tasselli che ancora mancano, l'ho segnalato", questo è il mea culpa del pentastellato  Patuanelli pronunciato durante la relazione in Commissione Industria al Senato lo scorso 19 maggio.

Nel nuovo DL Rilancio che ha stanziato 55 miliardi quindi mancano proprio gli aiuti concreti per far ripartire il settore automobilistico, nonostante tutti gli appelli fatti dalle associazioni e non per un comparto che dà lavoro a circa 1,2 milioni di persone tra impiegati diretti e aziende di servizi e componentistica. 

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I numeri allarmanti che UNRAE, ANFIA, ACI ma non solo, e che attestano solo nel mese di aprile un crollo del mercato auto al -97,5% evidentemente sono serviti 'solo' ad approvare un aumento dei fondi previsti per l'ecobonus e l'introduzione della detrazione fiscale al 110% delle spese d’installazione delle colonnine di ricarica domestiche. Tutti fondi usufruibili però solo ad una piccola fetta di automonbilisti italiani in quanto ne possono beneficiare solo i proprietari di auto elettriche o ibride plug-in, biciclette, monopattini elettrici o chi ha scelto di puntare in questo periodo di emergenza sanitaria sulla micromobilità. 

"Dei 55 miliardi ce ne sono 20-25 per l'impresa. Ma è comunque previsto il rifinanziamento del bonus per l'auto elettrica nel 2020 e un incremento molto più forte per il 2021con l'aggiunta di 170 milioni oltre a quelli già stanziati. C'è un segnale rispetto all'auto elettrica anche per garantirsi la possibilità di raggiungere gli obbiettivi del Pniec, il Piano Energia e Clima, ma un ragionamento sull'automotive andrà fatto anche in sede di conversione", ha aggiunto il ministro. 

Per il "supporto necessario" a tutto il comparto auto che lo stesso Patuanelli aveva invocato solo qualche giorno fa purtroppo bisognerà ancora aspettare che il Governo decida di igniettare una concreta liquidità. Il grido di dolore delle Case automobilistiche, dei lavoratori e dei sindacati così come le proposte presentate per riaccendere tutti i motori e sfrecciare verso un futuro sereno, purtroppo ad oggi rimangono solo dei consigli sospesi e disattesi. 

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