Quale sarà la priorità per i prossimi mesi del 2020? Smaltire a tutti i costi le scorte di auto invendute nei concessionari anche a prezzo di sconti fortissimi, oppure salvaguardare e privilegiare i lanci dei nuovi modelli che erano previsti in primavera e che dovranno slittare di qualche mese?

La priorità nei prossimi mesi sarà quella di riprendere le nostre attività e gestire una “nuova” normalità per proteggere collaboratori e clienti, con modalità in linea con le prescrizioni governative. Il cliente può decidere se venire presso le nostre sedi in tutta sicurezza o rimanere a casa e usufruire in remoto dei servizi Ford. Abbiamo definito una campagna di comunicazione trasversale Sales&Service per far in modo che i nostri clienti siano consapevoli di tutte le attività che abbiamo messo in piedi e scoprire i nostri prodotti e servizi “A casa o sicuri come a casa”. I lanci dei nostri nuovi prodotti e il processo di elettrificazione dei modelli proseguono come da programma. La Nuova Kuga disponibile sia EcoBlue Hybrid (mildhybrid) sia Plug-In Hybrid e, nella parte finale dell’anno Full Hybrid, a esempio, ha iniziato la sua fase di lancio nei tempi previsti.

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Al netto delle priorità, perché per il Governo l’auto non sembra essere importante nonostante tutto quello che significa per il Paese?

Non credo che il governo non ritenga importante un settore che, nel suo complesso, pesa il 20% del PIL Italia – includendo sia la produzione sia la distribuzione. L’evolversi rapido della pandemia ha necessariamente portato il governo ad agire per priorità. La prima è stata quella di dettare regole per la salute, poi garantire la necessaria liquidità con il decreto di metà aprile e ora, mi spero e auguro, verranno introdotti degli interventi a supporto della domanda. Su questo il Governo ha già recepito la richiesta di UNRAE che prevede incentivi per le unità disponibili in Italia anche se con CO2 superiori a 95 g/CO2.

Se lo Stato le chiedesse di scegliere un unico tipo di incentivo tra quelli proposti da UNRAE o un altro che non è inserito, però molto sostanzioso per il settore dell’auto, verso quale direzione lo indirizzerebbe?

Per quanto riguarda il nostro settore specifico, dallo Stato ci aspettiamo in generale, un supporto in termini di incentivi all’acquisto che vadano oltre lo schema vigente prima di questa crisi. Le famiglie e le aziende non avranno la stessa capacità di spesa e gli acquisti di beni durevoli, come l’auto o un veicolo commerciale, non saranno una priorità. Non è, quindi, pensabile incentivare solo vetture elettriche o Plug-In Hybrid. Bisogna allargare le opportunità trovando il giusto equilibrio fra l’esigenza di tendere all’obiettivo di emissioni fissato dalla comunità europea, quella di far ripartire un settore strategico per il Paese e quella delle persone che devono poter avere accesso agevolato all’acquisto di un’auto nuova. Tra quelli proposti dall’UNRAE al Governo non credo ce ne sia uno che possa essere scelto da solo: la nostra proposta è stata organica e complementare per continuare il percorso di elettrificazione e al tempo stesso favorire l’accesso e lo smaltimento dello stock. Funziona, quindi, nella sua interezza.

Ecco le richieste a livello europeo per far ripartire l'auto

Secondo lei alla luce dei due mesi di lock down, il limite dei 95 g di CO2 diventerà  anacronistico e si ridiscuteranno nuove misure a scalare per i prossimi 5 anni oppure pensa che le autorità europee da questo orecchio non ci sentiranno proprio?

Difficile dare una risposta a questa domanda. Probabilmente se dovessi prendere io una decisione farei slittare tutto di 12 mesi ma interverrei - con incentivi - su un più veloce smaltimento delle auto circolanti anziane. In Italia abbiamo ancora 13 milioni di automobili al di sotto dell’omologazione Euro 4 - per capirci bene abbiamo 1 automobile su 5 in Italia “maggiorenne”, quindi con oltre 18 anni… per ridurre drasticamente l’inquinamento sarebbe più rilevante sostituire, con incentivi, queste auto piùttosto che incentivare qualche migliaio di auto elettriche vendute all’anno. 

Quanto tempo ci vorrà per assorbire il danno prodotto dal Covid-19 e tornare ai volumi del 2019 e come cambierà il mondo dell’automotive dopo questa lunga emergenza?

Se guardo le ultime crisi ci sono voluti almeno due o tre anni per tornare ai livelli di mercato precedenti. Immagino anche un periodo in cui ci sarà una certa diffidenza a recarsi in luoghi affollati e questo potrebbe penalizzare i trasporti collettivi rispetto a quello privato. Non sarà, quindi, facile, ma almeno saremo ripartiti. Sarà una ripresa lenta durante la quale ci auguriamo lo Stato voglia fare la sua parte. Così, sarà più facile tornare in tempi brevi a livelli di mercato del 2019.



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