Le rivoluzioni si possono fare in tanti modi. Ma che siano cruente, violente alla Robespierre, oppure moderate - ammesso ne esistano - sempre un cambiamento generano. A volte è difficile anche comprendere gli scenari che si
compongono dopo una scossa dallo spirito così forte. Alcuni a volte parlano anche di rivoluzione silenziosa, sapendo bene che il silenzio urla più di chiunque altro. Personalmente, non possiamo sapere oggi in quale categoria rientri quella, solo apparentemente, vaga della Fiat Centoventi Concept, ammirata al Salone di Ginevra. Ma una cosa è certa: il giorno in cui diventerà macchina vera, che sia la nuova Panda o meno, a questo punto interessa relativamente, sarà
rivoluzione autentica.

Per l’elettrico, per la mobilità del futuro, per un'automotive troppo spesso inchiodata nei suoi canoni da piattaforme, sempre più duttili ma sempre troppo simili. Perchè Fiat Centoventi Concept sarà anche, come qualcuno ha malignato, solo un'idea, peraltro datata e rivisitata con i canoni della tecnologia 4.0. Ma ci vuole coraggio a negare la reale portata di quello che Olivier François e i suoi uomini hanno messo in piedi. Una rivoluzione, appunto, che parte, guarda un po', proprio dal design. Che diventa "fai da te" e per questo capace di democraticizzare potenzialmente la mobilità elettrica, di renderla cioè, accessibile al maggior numero possibile di persone. E qui sta la prima parte della rivoluzione. Come dice lo stesso François: "Non è possibile pagare una macchina normale 15.000 euro e un'elettrica 30.000. Dobbiamo lavorare per ridurre al minimo il gap economico".

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Insomma, rendere possibile la svolta. Come? Semplice: offrire una macchina priva di qualsiasi orpello o cosa superflua ad un prezzo di base molto basso e lasciare all’ipotetico cliente la possibilità di "disegnare" la propria macchina esattamente come la vuole e la sogna, pagando quello che sceglie di metterci dentro, a cominciare dal colore (Centoventi Concept è stata infatti pensata per essere prodotta in un solo colore). Una customizzazione autonoma e indipendente, anche progressiva che dai concetti di "Less in more" cioè la riduzione di cui sopra, passa al "More You", cioè tutte le aggiunte personalizzate. E senza dimenticare che l'offerta del modello standard aiuta anche la produzione. Perchè si produce quello che serve e non quello che non serve, e questo si traduce in meno materiali da smaltire e meno sprechi. Un altro contributo al cambiamento, anche questo decisamente sostenibile.

MODULARITà IL NUOVO BUSINESS

E qui si innesta l’altra faccia della rivoluzione. Dove il design da vettura del futuro e la produzione standardizzata
si sposano con il "More You". L'unicità del modello personalizzato infatti, eliminerà al costruttore il peso di pensare e produrre-realizzare serie speciali, facelift che invece vengono lasciate a chi vuole acquistare la macchina. Da qui il programma di personalizzazione presentato insieme alla Centoventi, dal nome eloquente: "4U". In termini pratici, parliamo della combinazione di 4 tettucci, 4 paraurti, 4 copriruota e 4 wrapping, capaci di generare una serie davvero
considerevole di mix cromatici, partendo dall’unico colore di base.

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Eppure la parola chiave di un progetto così ambizioso, non è rivoluzione, bensì modularità. Perchè è questa che fa la differenza nel nuovo modello di business. Vuoi questo, vuoi quello, prendi questo, togli quell'altro: e alla fine c’è davvero da divertirsi tra i 120 accessori disponibili già al lancio, senza contare quelli infiniti di Mopar non a caso interessatissimo partner, più di sempre, del progetto. Una modularità così estesa da comprendere anche il Sacro Graal di questi tempi di mobilità elettrica: le batterie. Compri la macchina e nel prezzo è compresa una batteria da 100 km di autonomia. Vuoi stare più tranquillo, non patire i timori del mal di autonomia, di restare senza benzina, pardon energia? Va bene: ne puoi acquistare/noleggiare un'altra, fino ad un massimo di 5, e ti fai la tua vacanza, il tuo weekend come Dio comanda. E questa soluzione "spacca" davvero, fino alla rivoluzione.

LA SVOLTA SULLA PIATTAFORMA ONLINE

Va bene, direte voi, ma questo nuovo modello di business modulare, come funziona? Sembra complicato, invece
è semplicissimo. Se rimane e resiste il canale distributivo tradizionale, è infatti sulla parallela piattaforma online che il futuro cliente potrà divertirsi a trovare l’accessorio che più gli serve o piace. E con tre specifiche, mica da poco. Intanto, quegli stessi accessori possono essere oggetto di compravendita digitale. E se è vero che le concessionarie e i dealer saranno i luoghi istituzionali, deputati per il montaggio degli stessi, è anche vero che molti si potranno montare
in maniera autonoma e veloce grazie a sistemi di ancoraggio brevettati e plug and play. Senza dimenticare che molti pezzi saranno acquistabili anche con il file necessario per la stampa in 3D. Infine, cambiare vettura sarà un gioco da ragazzi: basterà vendersi gli accessori "obsoleti" e prenderne di nuovi per avere una macchina rinnovata! Con uno schema distributivo del genere è abbastanza comprensibile il target cui FCA vuole rivolgersi. Quel popolo dei Millennials (non tutto ma la maggioranza, sì), ormai sempre più lontano dalle auto e dalla passione dei motori.

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UNA MACCHINA PER I MILLENNIALS

La vettura su misura per le nuove generazioni perennemente connesse e sempre meno vicine al concetto di proprietà al quale preferiscono quello del possesso, magari temporaneo. Però sempre e comunque personalizzato, a cominciare dalla navigazione.

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Da tempo lo sosteniamo, serve davvero avere un navigatore - che funziona mai come dovrebbe - quando possiamo utilizzare la soluzione salvifica di Google Maps sul nostro smartphone-tablet? A togliere l’ansia della macchina sempre uguale per troppo tempo, ci pensa proprio l’infinita possibilità di personalizzare la Centoventi Concept, a cominciare dal wrapping di ogni sua parte, compresa la scelta del tetto che può essere, pensate, anche con pannelli solari. E se non bastasse, in attesa che da moda si trasformi in quotidianità, Centoventi Concept, sembra la macchina ideale per il car sharing, da condividere, compresi i materiali ecofriendly utilizzati, tipo quelli dei paraurti, così elastici da ridurre al massimo i rischi di danneggiamento in caso di micro-impatti. Se non è rivoluzione questa...

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