Le supercar di Armin Pohl, il "mago" di Game of Thrones

L'ex amministratore delegato di Macklevision, leader nella CGI, possiede oltre 20 supercar tra Porsche, Ferrari, Lamborghini e Ford

Gianluca GuglielmottiGianluca Guglielmotti

Pubblicato il 27 gennaio 2025, 10:26

Lamborghini Countach

Armin Pohl possiede anche una Lamborghini Countach, altra icona "made in Sant'Agata Bolognese". Prodotta dalla Lamborghini dal 1974 al 1990, la Countach - il nome deriva dall'esclamazione piemontese "cuntacc!", assimilabile all'italiana "perbacco!" - è famosa per il futuribile design a cuneo, anch'esso opera di Marcello Gandini per Bertone. Le linee affilate, le portiere con apertura a forbice e l’assetto quasi rasoterra hanno reso questa vettura un simbolo di audacia stilistica. Dal punto di vista tecnico, la Countach è alimentata da un motore V12 montato longitudinalmente: i primi modelli, come la LP400, avevano una cilindrata di 4,0 litri, successivamente ampliata fino a 5,2 litri nelle versioni più potenti, come la 5000 QV (Quattrovalvole). Il propulsore erogava una potenza straordinaria per l’epoca, che in alcuni modelli superava i 450 cv, garantendo prestazioni impressionanti, con velocità di punta superiori ai 300 km/h.

Ford GT Heritage

Passiamo a Ford GT, supercar simbolo dell’eccellenza ingegneristica americana. Ispirata alla leggendaria Ford GT40, che dominò la 24 Ore di Le Mans negli anni ’60, la Ford GT moderna è un capolavoro di design e prestazioni. Il motore V8 da 5,4 litri, sovralimentato tramite compressore volumetrico, era in grado di erogare 550 cv e una coppia di 680 Nm. Valori che consentivano di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi e di raggiungere 330 km/h di punta. Il suo design aerodinamico, con linee scolpite e dettagli come i condotti Venturi e l’ala posteriore regolabile, è stato sviluppato per massimizzare il carico aerodinamico e garantire stabilità a velocità elevate. La struttura in fibra di carbonio rende la vettura incredibilmente leggera, mentre il telaio avanzato e le sospensioni push-rod regolabili la rendono una delle supercar più maneggevoli al mondo. Per Pohl, la Ford GT rappresenta un tributo alla tradizione americana e al suo spirito competitivo. L’auto non è solo un pezzo da collezione, ma una macchina progettata per essere guidata. La connessione tra uomo e macchina diventa evidente quando Pohl porta la GT sulle strade di Stoccarda o sui circuiti, dove la sua configurazione avanzata offre un’esperienza di guida emozionante e coinvolgente. Ogni curva e accelerazione dimostra la dedizione di Ford nel creare una vettura che non solo onora il passato ma guarda al futuro dell’ingegneria automobilistica.

Ferrari 512 BB Competizione

Crediti foto: Matthias Mederer - ramp.pictures

Chiudiamo con la vettura più estrema della collezione. La Ferrari 512 BB Competizione, originariamente progettata per le competizioni di Le Mans, rappresenta una delle versioni più estreme della leggendaria Berlinetta Boxer di Ferrari. Equipaggiata con un motore V12 a 180° da 4,9 litri, la 512 BB Competizione eroga 460 cv offrendo prestazioni straordinarie: una velocità massima superiore ai 300 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in poco più di 4 secondi. Il rombo del motore, amplificato dalla configurazione da gara, è una sinfonia meccanica che trasmette pura emozione. Per trasformarla in una vettura stradale legale, Pohl ha intrapreso un lungo lavoro di adattamento. Le modifiche hanno incluso l’aggiunta di un freno a mano, un sedile passeggero e un tachimetro, indispensabili per l’omologazione. Inoltre, il sistema di sospensioni è stato rialzato per affrontare le irregolarità delle strade urbane, e un silenziatore è stato installato per attenuare il rombo del motore. Nonostante queste trasformazioni, la "creatura" di Maranello mantiene il suo carattere brutale: l’abitacolo è spartano, il calore generato dal motore è intenso e le vibrazioni costanti fanno sentire il guidatore come parte integrante del sistema meccanico. Pohl ha guidato questa Ferrari non solo sulle strade di Stoccarda, tra gli sguardi stupiti dei passanti, ma anche sul leggendario circuito di Le Mans, durante il "Supercar Owners Circle". L’esperienza, gli ha permesso di esplorare il potenziale della vettura su una pista storica: un momento indimenticabile.

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