"La vettura di famiglia che vince le corse". Lo slogan viene coniato al Portello, fabbrica principale Alfa Romeo, e gli uomini del Biscione lo coniano per un'auto che in quei giorni si sta facendo ammirare nei più importanti salotti a quattro ruote, da Torino a Parigi, passando per Milano. Si tratta di un'auto fondamentale nella storia Alfa, per le sue innovazioni tecniche e meccaniche, e rappresenterà il top di gamma per tutti gli anni Cinquanta.  La cilindrata sfiora i 1900 cm³, da lì il nome Alfa Romeo 1900: per tutti, la "Millenove".

TRE PRIME VOLTE

Siamo nel 1951, e Alfa Romeo ha già vinto i suoi primi due campionati mondiali di Formula 1, sintesi del DNA corsaiolo della Casa milanese. Il Biscione però si ritira dalle competizioni, concentrandosi sui prodotti di serie. Bisogna infatti trovare un'erede alla ormai obsoleta 6C. L'Italia è ripartita dopo la guerra, c'è grande fermento sociale, voglia di progresso, di sperimentazione, anche tecnologica, e in questo senso Alfa Romeo si fa portabandiera.

La progettazione della nuova auto stradale, a cui viene messo a capo l'ingegner Orazio Satta Puliga, porta con sè almeno tre novità assolute per il Marchio. La 1900 è infatti la prima auto a venire prodotta attraverso la catena di montaggio, il processo industriale che rivoluzionerà il mondo del lavoro, soprattutto quello automobolistico.

È la prima vettura Alfa dotata di scocca integrata direttamente al telaio. Ed è soprattutto la prima auto in cui il Bisicone abbandona i sei e otto cilindri introducendo per la prima volta il motore bialbero 4 cilindri che caratterizzerà le successive e fortunate evoluzioni.

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SOTTO IL COFANO

Il propulsore anteriore, montato in posizione centrale, da 1883 cc ha una testata in alluminio (per l'epoca è un sinonimo di esclusività) con due assi a camme comandati da catena, ed è alimentato da un unico carburatore, con erogazione di 80 CV. Considerando che il peso non è eccessivo considerando il periodo storico (1100 kg), in termini di prestazioni si ha un buon risultato, con i 150 km/h di massima raggiungibili. Per il resto, la meccanica rimane tradizionale: il cambio è a 4 marce e la trazione è posteriore.

DNA SPORTIVO DURO A MORIRE

L'estetica elegante e i tre volumi di spazio (stavano comodamente in sei passeggeri) la rendono una delle berline familiari più apprezzate dagli italiani. Ma il successo nelle vendite è trascinato soprattutto dalla fama sportiva del Marchio. Il famoso slogan "La vettura di famiglia che vince le corse" è un anticipo delle nuove versioni che presto sbarcano sul mercato. Già nel 1952 arriva la T.I. (Turismo Internazionale), che aggiunge un carburatore in più con valvole maggiorate e porta la potenza della vettura a 170 km/h grazie ai 100 CV erogati: una delizia per i clienti che si possono permettere di acquistarla e farla sfogare non solo su strada ma anche in pista. Uno spirito corsaiolo che verrà sublimato soprattutto dalla carrozzeria Zagato, che realizzerà la versione coupé SSZ, supersportiva e in edizione limitata.

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LA "DISCO VOLANTE"

Ce ne sono tante altre, ma la variante più famosa merita una nota a parte. Si chiama ufficialmente C52, e porta la firma della carrozzeria Touring. Ha un telaio tubolare tipico delle auto da competizione, pesa soltanto 735 kg e il motore, che è salito a 158 CV, la trascina fino ai 220 km/h di velocità massima.

Ha delle linee elegantissime e sinuose, ispirate alla carrozzeria spider, stile con cui verranno realizzati tre dei soli quattro esemplari prodotti (la rimanente è una coupé). Non solo: Juan Manuel Fangio, in quegli anni miglior pilota al mondo, nel 1953 la porta a vincere il Gran Premio Supercortemaggiore e seconda alla Mille Miglia.

Aerodinamica, raffinata, sportiva vincente e limitata a soli 4 esemplari. Viene soprannominata "Disco Volante", la vorrebbero acquistare numerosi personaggi dello spettacolo, compreso il compianto Mike Bongiorno. Ma Alfa decise di non produrla mai in serie, rendendola probabilmente la concept car italiana più famosa e desiderata di sempre.

70 ANNI

Aneddoti, storie nella storia di un'auto capace di segnare un decennio. In produzione dal 1959 al '59, quasi 18mila esemplari prodotti. Alfa Romeo 1900 compie 70 anni. Auguri, cara "Millenove".

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