Ferrari, i 5 modelli (+1) che hanno fatto la storia del Cavallino

Ferrari, i 5 modelli (+1) che hanno fatto la storia del Cavallino

Conosciuta e desiderata in tutto il mondo, la Ferrari ha legato il proprio nome a quello di alcuni modelli davvero unici: ecco i 5 (+1) più importanti secondo noi

di Lorenzo Lucidi

24 giugno 2021

Ferrari Testarossa

Ferrari Testarossa: unica, sexy e originale

Ferrari Testarossa: unica, sexy e originale

Una delle Ferrari più amate della storia continua a incantare per le sue forme uniche e originali, superando i limiti dell'età anche grazie all'urlo del suo motore V12 da 390 cv

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Non è mai stata la Ferrari più veloce di tutte, né quella con le quotazioni economiche più alte. Eppure, la Testarossa è diventata una delle più iconiche e riconoscibili tra le vetture di Maranello. Merito di un design davvero particolare e inconfondibile, di un nome accattivante ed evocativo e di una convincente carriera televisiva come “star” della serie TV Miami Vice. Disegnata da Pininfarina, la Testarossa sfoggiava una linea estremamente vistosa, tanto da creare qualche malumore tra i ferraristi più legati alla tradizione: la coda era particolarmente larga, e una serie di griglie orizzontali dominavano la fiancata e il posteriore dell'auto.

Progettata come erede della 512 BB, la Testarossa venne lanciata nel 1984 per andare a occupare lo spazio al top della gamma Ferrari. Il suo motore a 12 cilindri “piatto” di quasi 5 litri, posizionato centralmente, erogava 390 cavalli e le consentiva di raggiungere i 290 km/h, accelerando da 0 a 100 in 5,7 secondi. Durante la sua carriera, durata fino al 1992, la Testarossa non subì mai aggiornamenti corsposi, se non l'adozione della marmitta catalitica (che fece calare la potenza a quota 380 cavalli) e dei doppi specchietti retrovisori in posizione tradizionale (all'inizio era presente solo quello dal lato guida, insolitamente installato a metà del montante anteriore). Nel '92, l'auto lasciò al posto alla 512 TR e alla F512M, che erano sostanzialmente delle evoluzioni della Testarossa con nomi differenti.

Ma da cosa deriva questo nome così particolare? Ferrari trasse ispirazione dalla 250 Testa Rossa, rarissima – e preziosissima – barchetta del 1957 a cui erano state colorate di rosso le testate del motore. Secondo la leggenda, l'iniziativa non fu studiata dalla Casa ma presa da un meccanico a cui era avanzata della vernice. Da allora tutte le vetture del Cavallino rampante sono state dotate di testate colorate di rosso, peculiarità ripresa dalla Testarossa per il suo nome. Quest'ultima, tra l'altro, è stata la prima Ferrari di serie a non avere uno o più numero all'interno della sua nomenclatura.

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