Ford C-MAX 1.5 TDCi, prova su strada

Ford C-MAX 1.5 TDCi, prova su strada
Offre una guida spensierata per il confort generale, l’abitabilità e le possibilità di carico

di Maurizio Voltini

01.02.2016 ( Aggiornata il 01.02.2016 00:00 )

Prestazioni

Ford C-MAX 1.5 TDCi

 

Qualcuno provveda a mettere in guardia i parcheggiatori, specie quelli abusivi, perché con macchine come questa C-Max in circolazione corrono il rischio della disoccupazione. Questo per tanti motivi già di base: infatti agli ingombri non esagerati (438x183 cm) nonostante la buona abitabilità, si aggiunge una visibilità superiore alla media posteriormente, per via delle superfici vetrate più verso il basso. Se poi a ciò aggiungiamo gli optional relativi a sensori di parcheggio tutt’attorno assieme al parcheggio assistito, nonché la retrocamera, beh allora va da sé che il parcheggiare non è più un incubo nemmeno per i neopatentati meno portati.

SE PER NOI quello dell’archiviazione della macchina a fine viaggio non è più un problema, allora potremo sfruttare diversamente il display che quando si accende mostra quattro sezioni: telefono, navigatore, radio e climatizzazione. Talvolta arrivare a certe funzioni richiede tempo, ma da parte sua il navigatore è invece molto diretto da usare (anche a voce) e aiuta il confort di guida. Quest’ultimo si avvale non solo della buona disposizione degli interni e della dotazione di cui abbiamo già parlato, ma anche di sedili comodi e avvolgenti, di una rumorosità contenuta e di una taratura delle sospensioni abbastanza “mediana” ma con una leggera tendenza al morbido.

Già che siamo in argomento, segnaliamo un rollio in curva appena accennato, senza esagerare, e una stabilità generalmente buona: solo in casi particolari si può innescare un certo dondolio. Se però siete guidatori particolarmente esigenti, vi segnaliamo anche uno sterzo leggermente più pesante della media e un attimino incerto nel mezzo. In questo può avere il suo peso l’abbinamento di sospensioni non sportive con una gommatura che invece presenta una sezione quasi da supercar. Infatti le ruote optional da 18 pollici montano dei 235/40 che 119 indubbiamente fanno effetto sia dal punto di vista scenico che da quello dell’appoggio a terra, ma altrettanto sicuramente causano qualche sforzo di troppo al motore con i suoi relativamente modesti 1.499 cc di cubatura. E le alternative più strette sono giusto invernali. 120 CV sono peraltro una potenza adeguata, ma la spinta del TDCI è molto concentrata verso i regimi medi, sotto un certo numero di giri quasi sparisce di colpo.

La sensazione è che ci si affidi molto al contributo del turbo, per cui quando non è in pressione e così bisogna darsi un po’ da fare con la frizione in partenza (l’erogazione fa sembrare che la prima marcia sia perfino più lunga del solito) e poi con il cambio. Fortunatamente quest’ultimo è molto maneggevole per cui non causa alcun problema. La sesta è “di riposo” e così la velocità massima si raggiunge in quinta marcia. Siamo a 183,3 km/h di punta, e a certificare la buona spinta propulsiva sta pure uno scatto da fermo in 10”76 per raggiungere i 100 orari. Valori che sono il primo allineato al dichiarato, e il secondo di oltre mezzo secondo migliore. Evidentemente la gommatura abbondante favorisce pure la motricità.

DOVE NON si avverte invece un particolare beneficio “ruotistico” è nella frenata: spazi buoni seppur non entusiasmanti, con 37 metri necessari per arrestarsi da 100 km/h. C’è da dire che però i riscontri non peggiorano alle velocità superiori e che in generale non si avvertono scompensi in frenata nelle normali situazioni stradali. Dal punto di vista della sicurezza non vi sono particolari appunti da fare, se non che l’intervento elettronico degli ausili principali quali l’ESC è piuttosto ritardato.

In effetti va ricordato che la gestione deve sovrintendere non solo ESC e TVC (Torque Vectoring Control, cioè controllo della trazione in curva), ma anche l’EBA (Emergency Brake Assist, cioè assistenza alla frenata di emergenza) che si somma all’ABS e alle luci di emergenza automatiche, nonché il cosiddetto Hill Start Assist (assistenza alla partenza in salita e il TPMS (monitoraggio pressione pneumatici) solo per citare quelli di serie. Mettiamoci anche il monitoraggio dell’angolo cieco, quello della corsia, quello del conducente, quello del traffico che ci precede e quello dei cartelli stradali, che viene da pensare ci vorrà un supercomputer, prima o poi, per controllare i controlli... Anche perché non sarà certo il caso di rinunciare a certe conquiste in termini di aiuti alla sicurezza stradale solo per questioni di processore.

Tornando invece a questioni più tradizionali e meno elettroniche, l’ultimo aspetto che ci rimane da affrontare fra i dati dei rilevamenti è quello relativo ai consumi, che non ci siamo affrettati a evidenziare perché non fanno certo entusiasmare. Il fatto è che come abbiamo anticipato c’è un po’ da faticare per tenere il motore ben in tiro nelle situazioni più guidate, mentre in quelle più tranquille a velocità costante la sezione delle ruote aumenta la resistenza. E così alla fine la media dei consumi non vede superare i 17 km/litro (16,8 per la precisione) senza eccellere nemmeno nei 90 orari, quando un crossover medio come la Qashqai, per esempio, provata sullo scorso numero di Auto è arrivata a 19 km/l medi.

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