Il Decreto Rilancio ha messo nell’angolo il settore automotive, duramente colpito dalla pandemia, riservando poche risorse a una filiera che vale il 10% del PIL.

La politica sembra essersi accorta del problema e, in ritardo, iniziano ad arrivare le proposte per mettere la più classica delle toppe. Al mea culpa del ministro Patuanelli delle settimane scorse, infatti, risponde una proposta pratica da parte della Sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessia Morani.

Incentivi per tutti

Le misure di lockdown hanno azzerato il mercato tra marzo e aprile, riempiendo i piazzali con 350 mila vetture pronte prima delle crisi e invendute, soprattutto quelle a motore endotermico tradizionale, fuori dalla portata degli incentivi ed ecobonus previsti.

Per questo, l’esponente del Governo, ha individuato nell’allargamento delle vetture eleggibili per lo "sconto", la chiave per far ripartire il mercato, raccogliendo le richieste delle associazioni di categoria, che abbiamo raccolto nella nostra rubrica ripartiamo.

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Incentivi, dunque, da dedicare non solo a elettriche ed elettrificate, ma a che alle vetture benzina e Diesel di ultima generazione: "Occorre introdurre uno strumento-incentivo che si concentri soprattutto sul 2020 e il 2021 - ha dichiarato la Sottosegretaria - E che consenta di smaltire lo stock di auto prodotte che hanno comunque standard elevati per quanto riguarda la riduzione delle emissioni. Bisogna ampliare l'ecobonus per ibride ed elettriche anche alle auto a motore termico più all'avanguardia, che consentiranno anche l'abbattimento delle emissioni”.

Maggioranza spaccata

La proposta diventerà acceso tema di discussione nei prossimi giorni, quando in Parlamento inizierà il dibattito sugli emendamenti presentati per le modifiche al Decreto Rilancio.

Acceso perché il tema ha già aperto una spaccatura all’interno della maggioranza con il PD favorevole all’incentivo ampio, ma subito stoppato dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, fermi sulla propria posizione ideologica contro le auto endotermiche e decisi a premere l’acceleratore sulla mobilità elettrica.

Si prevedono giorni di trattative durissime per un settore che ha bisogno di risposte immediate.