Stellantis crolla in Borsa, pesano i costi per il cambio di strategia sull'elettrico

Il riposizionamento strategico del Gruppo, nell'offerta di modelli richiesti dal mercato e con un netto passo indistro sull'elettrico, presenta un conto pesante
Stellantis crolla in Borsa, pesano i costi per il cambio di strategia sull'elettrico

Pubblicato il 6 febbraio 2026, 15:55

Era atteso un quadro negativo dalla comunicazione dei risultati finanziari Stellantis nel secondo semestre del 2025 ma l’annuncio del Gruppo di oneri per 22,2 miliardi ha spiazzato gli analisti.

Il riposizionamento sull’elettrico, con una strategia di prodotto che verrà dettagliata il prossimo 21 maggio, in occasione del secondo Investor Day, comporta dei costi e gli oltre 22 miliardi di euro rappresentano un impatto sulle finanze come, finora, nessun altro grande Gruppo automobilistico aveva annunciato. Ford, ad esempio, ha annunciato a dicembre costi attesi per 16,5 miliardi di euro, legati alla necessità di rivedere i progetti sull'elettrico.

Produrre le auto che chiede il mercato

Il cambio di rotta necessario a Stellantis è netto e non è un cambio di postura che giunge con la presentazione dei risultati nel secondo semestre del 2025. Antonio Filosa era stato chiaro sin dalla prima ora del suo insediamento ad amministratore delegato. Era il mese di giugno quando chiariva che la crescita del business sarebbe passata dal lancio “dei giusti prodotti, che vogliono i consumatori e che rappresentano il reale DNA dei nostri marchi iconici”. Evidentemente, nelle condizioni di mercato degli ultimi anni, non è l’elettrico la via giusta.

Sul piano finanziario, oneri a parte, Stellantis non pagherà dividendi agli azionisti e ha deliberato attraverso il Consiglio di amministrazione l’emanazione di obbligazioni non convertibili per 5 miliardi e, nei prossimi 4 anni, vedrà uscite, contabilizzate nei 22,2 miliardi di euro, per 6,5 miliardi, conseguenza del diverso posizionamento sull’offerta di prodotto.

 

 

Titolo ai minimi storici

Il risultato degli annunci prodotti dal Gruppo, sul titolo quotato in Borsa, è stato a dir poco negativo. Le azioni, al pomeriggio, venivano scambiate a 6,08 euro, il minimo storico dalla creazione del Gruppo, nel 2021, per un crollo del 25% rispetto alla chiusura di giovedì, poco sopra gli 8 euro ad azione.

Il riposizionamento già avviato

Antonio Filosa, nel presentare il risultato del cambio di strategia in atto, ha spiegato: “La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione.

Gli oneri annunciati riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”.

Sul piano industriale, i primi interventi per correggere l’esposizione verso l’elettrico sono giunti negli Stati Uniti con il ritorno di motorizzazioni termiche e di modelli popolari dei marchi Jeep e Ram, oltre allo sviluppo di nuovi motori full hybrid. Una novità assoluta per i marchi Stellantis.

Sul versante europeo, Alfa Romeo - che avrebbe dovuto presentare la nuova Stelvio quest’anno - sta intervenendo per rivedere profondamente le scelte di elettrificazione sulla piattaforma e renderla idonea a un’offerta maggiormente spostata su motori termici e ibridi. Correzioni di rotta che comportano costi e ritardi nei lanci. Da qui derivano, anche, gli oneri rilevati nel secondo semestre dello scorso anno.

 

I numeri delle consegne nel quarto trimestre

“Abbiamo esaminato ogni angolo della nostra attività e stiamo attuando i cambiamenti necessari, mobilitando tutta la passione e l’ingegno che abbiamo in Stellantis”, ancora Filosa. “La risposta positiva dei clienti alle nostre iniziative di prodotto nel 2025 si è tradotta in un aumento degli ordini e in un ritorno alla crescita dei ricavi. Nel 2026, la nostra attenzione incrollabile sarà rivolta a colmare i gap di esecuzione del passato, così da dare ulteriore impulso ai primi segnali di rinnovata crescita. Non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio”.

Passando in rassegna le stime sulle consegne nell’ultimo trimestre, invece, si rileva un recupero dei volumi in Nord America (+43%, 422 mila vetture consegnate), dopo un 2024 all’insegna del reset con le scorte di modelli invenduti, a penalizzare il business dei concessionari. Le attività in Sudamerica (+7%, 277 mila veicoli), invece, procedono con una solida crescita, mentre in Europa l’impatto sulle consegne è negativo nel quarto trimestre: -4% per 667 mila veicoli consegnati alla rete, ai distributori o ai clienti finali.

 

 

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