Governo deludente”. Non usa giri di parole il presidente e AD di Jaguar Land Rover Italia, Daniele Maver, nel dare la sua opinione su quanto fatto fino ad ora dalle istituzioni per il settore auto. “Mi dichiaro deluso per due aspetti - ha detto – perché nei decreti c’è poco o niente per l’auto, solo il rinnovo per l’incentivo dedicato alle vetture elettriche e ibride, ma soprattutto perché c’è molto meno per rilanciare la domanda. Siamo di fronte a tutta una serie di misure di assistenza che servono, ma non bastano, perché non si vive solo di quello. Il PIL torna a crescere con uno stimolo pubblico alla domanda, è necessario dare una spinta ai consumi di un settore come l’automotive, forte di un giro economico importante, che garantisce 80 miliardi di euro solo di entrate fiscali allo Stato. Quindi si è fatto poco per il settore produttivo e per stimolare la domanda interna da parte della possibile clientela”. La partenza con il piede sbagliato, però, è stata bilanciata da quella che si può definire una parziale retromarcia da parte del Governo.

Range Rover Fifty, una serie speciale per i 50 anni

La speranza

Tra gli emendamenti al Decreto Rilancio è al vaglio l’inserimento di un meccanismo di incentivo fatto secondo le richieste del settore. Una proposta della Sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessia Morani colta da Maver come: “Un lampo che ha illuminato lo scenario. Sono stato sorpreso positivamente dall’onorevole, ha dimostrato conoscenza dei numeri, soprattutto quelli relativi al parco circolante vecchio da rottamare, e disponibilità a prendere misure adatte. C’è la volontà politica, ma l’aspetto importate è quello temporale. Morani ha parlato di incentivi in chiave 2020. C’è il rischio che i fondi dall’Europa arrivino solo nel 2021, è vitale sapere che il Governo sia a conoscenza che i soldi ci servono subito”.

Range Rover Evoque, avanti con l'ibrido plug-in P300e

Altre misure necessarie

Per Maver, dunque, gli incentivi sono indispensabili, se fatti con criterio preciso, ma da soli non bastano. Non vanno tralasciate le aziende che, con l’auto, lavorano: “Si è parlato degli incentivi alla rottamazione per fasce di CO2 - ha dichiarato - e Paesi come Spagna, Francia e Germania sono andati in questa direzione per incoraggiare l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale, che non possono essere solo quelle elettriche. La nostra elettrica, la Jaguar I-Pace, ha vinto il premio Auto dell’Anno e siamo contentissimi, ma altrettanto consapevoli che è un mercato che vale il 2%. E poi, vogliamo dare alle aziende italiane, per quello che riguarda il costo dell’auto aziendale, una parità di diritti con il resto d’Europa dando gli stessi livelli di detrazione fiscale? Questa è una misura importante come gli incentivi perché è una voce di costo nel bilancio che pesa e penalizza le nostre società che, per il parco auto, pagano di più rispetto alla concorrenza Europea.

Resta un problema: auto elettrica, ibrida, plug-in, mild hybrid, a doppia alimentazione e combustione interna, come regolare l’incentivo con un’offerta così ampia? “I parametri - dice Maver – vanno armonizzati, come fatto in Europa, sulle emissioni di CO2 senza stare a sindacare troppo sull’alimentazione. L’elettrico va sostenuto, il mondo va in quella direzione, ma gli altri motori più moderni non vanno discriminati”. Dalla crisi si può uscire con proposte concrete, scritte guardando al mondo disegnato dal post pandemia, che ha riportato il mezzo privato di trasporto al centro della vita di tutti i giorni. L’auto è “una seconda casa - conclude Maver - dove ci si sente al sicuro. Per questo è importante dare l’opportunità alle famiglie di cambiare quelle troppo vecchie.

My Easy Charge FCA, ricarica semplice e multi-operatore con DCS