A volte, sempre più raramente a dire il vero, le case automobilistiche si cimentano in progetti insensati e folli, in auto costruite solo per il gusto di farlo, quasi a voler deliziare gli appassionati con un regalo particolare. Auto rare e iconiche, tra le quali non può non figurare la mitica Renault Clio V6. Sproporzionata come poche, arrogante come nessuna, la Clio più estrema di sempre riesce immediatamente a mettere d’accordo tutti, grazie ad una linea fuori di testa e ad una meccanica straordinaria.

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Dalla Phase 1 alle Phase 2

Presentata nel 1999 per pubblicizzare la neonata Clio seconda serie e chiamata Renault Clio V6 Trophy, la Clio V6 era una vera macchina da corsa con la quale vennero organizzati diversi campionati monomarca i quali, grazie a gare aggressive e ricche di sportellate, suscitarono un successo inaspettato. Un successo che spinse Renault a creare una versione stradale della V6 Trophy dando i natali alla prima Clio V6 stradale, la temibile Phase 1 del 2001. Più pesante di circa 300 kg rispetto alla Clio RS normale, la V6 accelerava da 0 a 100 km/h in un tempo simile, ma grazie alla cavalleria in più (230 cv contro i 172 della RS) raggiungeva velocità molto più elevate tirando fino ai 235 orari. Il problema era però trovare il coraggio per andare forte con questa macchina: la prima Clio V6 infatti è passata alla storia come un’auto piuttosto intrattabile e pericolosamente nervosa una volta vicini al limite.

Per sopperire al leggendario caratteraccio di questa prima Clio V6, alla Renault sfruttarono il restyling dell’utilitaria per presentare nel 2003 la Clio V6 Phase 2 che, se fuori continuava ad essere sfacciata, sottopelle era stata rifinita (e raffinata) per cercare di migliorarne le doti dinamiche. Renault mise le mani un po’ ovunque per rendere l’auto più “trattatabile”.

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Il V6 aggressivo a V stretta di 60° 

Allungò il passo, allargò la carreggiata, irrigidì il telaio e modificò le geometrie delle sospensioni posteriori. In questo modo, la seconda serie della Clio V6 era finalmente pronta per essere guidata e goduta senza paura. Una serie di modifiche mirate, grazie alle quali, la Clio V6 Phase 2 finalmente giustificava quei passaruota e quelle forme da piccola supercar: ora all’aspetto seguiva una dimamica decisamente migliorata e gestibile.

Emozioni racing con la Clio RS

Dopo l’affascinante carrozzeria, gli interni sono un po’ una delusione. Non c’è molta differenza fra l’abitacolo di questa belva da quello di una Clio standard, ma a riportarmi a bordo di un mezzo speciale ci pensa il grosso V6 che fa capolino dallo specchio retrovisore. Elaborato dalla Tom Walkinshaw Racing, il V6 a V stretta di 60° che veniva montato sulla Avantime, sulla Clio V6 è particolarmente aggressivo. Basta pelare il gas per provocarlo e fargli liberare tutti i suoi 255 cv fino a quota 7.000 giri, regime al quale il V6 diventa veramente rabbioso e la macchina mette in luce il suo lato più oscuro.

E l’impressione di guidare una bomba ad orologeria aumenta quando...

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