Elettrico e politiche Usa affossano Honda: perde 3 miliardi e l'ad rinuncia ai compensi

La ristrutturazione sull'elettrico porta al taglio dei modelli Honda 0 Series. Per la prima volta il marchio chiude un esercizio in perdita e Mibe rinuncia al 30%
Elettrico e politiche Usa affossano Honda: perde 3 miliardi e l'ad rinuncia ai compensi

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 13 marzo 2026, 10:16

L’ultima casa automobilistica a cadere sotto i colpi della transizione all’elettrico è Honda. Come altri illustri protagonisti della scena globale, da Stellantis a Ford, passando per General Motors, Porsche, le scelte strategiche presentano il conto ai player che hanno esposto notevolmente il business verso la produzione di modelli elettrici.

Le perdite per l’anno fiscale che si chiuderà a fine marzo sono state anticipate da Honda tra 1,9 e 3,1 miliardi di euro (570 miliardi di yen), decisamente in controtendenza rispetto a stime che davano un utile di circa 3 miliardi. 

Cambio di strategia, tagliati due modelli "pronti"

Il colpo finanziario arriva insieme all’annuncio della cancellazione di tre modelli che avrebbero dovuto essere presentati a breve e con il mercato statunitense come destinazione principale. Stiamo parlando di Acura RSX e le Honda 0 Series, berlina e Suv, sviluppate su un’architettura elettrica su misura, ai quali sarebbero dovuti seguire altri 5 modelli prodotti in Nord America. 

Perché Usa e Cina costano caro a Honda?

Le ragioni sono da ricercare in un contesto di mercato globale, con un’esposizione particolarmente forte di Honda negli Stati Uniti. Qui una serie di fattori contribuiscono a risultati negativi tra dazi, interruzione dei sussidi sull'elettrico e scelte politiche ambientali opposte alla precedente amministrazione.

"La redditività del settore auto di Honda è attualmente in calo, principalmente a causa dell'impatto sfavorevole delle modifiche alle politiche tariffarie statunitensi sul settore dei veicoli a benzina e ibridi e al calo della competitività dei prodotti Honda in Asia, dovuto all'impatto dell'allocazione di maggiori risorse allo sviluppo dei veicoli elettrici", ha reso noto il costruttore.

"Il contesto economico - ha aggiunto - sta subendo cambiamenti significativi e le prospettive rimangono incerte. In precedenza, con l'entrata in vigore di severe normative ambientali negli Stati Uniti e in altri Paesi, Honda ha perseguito con forte determinazione l'adozione dei veicoli elettrici. Tuttavia, negli Stati Uniti, l'espansione del mercato dei veicoli elettrici ha subito un rallentamento a causa di diversi fattori, tra cui l'allentamento delle normative sui combustibili fossili e la revisione degli incentivi per i veicoli elettrici".

Non va meglio in Cina, dove BYD detta legge e la sfida è sui software defined vehicles, molto più che sull'auto intesa come oggetto "hardware".

Un occhio in più all'India

In questo contesto complicato c'è un mercato sul quale puntare per sviluppare i propri volumi di vendita: l'India. Una scelta che accomuna il marchio giapponese ad altre case, anche europee, che hanno orientato le loro attenzioni su un "nuovo" mercato ad alto potenziale con il suo miliardo e 600 milioni di consumatori.

Recentemente Renault ha rivelato il proprio piano industriale, con il quale entro il 2030 punta a realizzare il 50% delle vendite fuori dall’Europa, con un focus particolare proprio sull’India.

A quanto ammontano i costi sull'elettrico

Tornando a Honda, il 2025 si chiuderà con costi legati all’elettrico pari a 13,6 miliardi di euro e, per la prima volta in 69 anni di quotazione della casa sui mercati, chiuderà un esercizio in passivo.

L’annuncio della costosa ristrutturazione della strategia sull’elettrico, con l’intensificazione dell’offerta ibrida, è stato accompagnato da una notizia abbastanza clamorosa. L'ad. Mibe e il vicepresidente esecutivo Kaihara, alla luce delle perdite superiori ai 3 miliardi di euro, rinunceranno per tre mesi a una somma equivalente al 30% dei loro compensi.

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