Paolo Scudieri, Presidente dell’Anfia, l’Associazione Nazionale che raggruppa la filiera dell’Industria Automotive, sorride quando gli chiediamo cosa pensa del prestito chiesto da FCA Italia per sostenere le aziende a lei legate nel prossimo triennio.

«Quando ho appreso la notizia, sono sincero, ho ringraziato Iddio. Lo dico come fornitore. E per due motivi evidenti: intanto, una quantità di denaro così importante implica una serie di impegni. Il primo, ovviamente, riguarda il pagamento dei fornitori, aspetto che ci sta a cuore. L’altro è attinente agli investimenti di FCA sugli stabilimenti italiani. Una serie di investimenti che tra l’altro FCA ha confermato nella sua totalità. Per questo mi sento di ringraziare il Presidente Elkann e il dr. Gorlier, il capo del Gruppo FCA per l’Europa per aver avviato questi meccanismi positivi che peraltro erano già a disposizione delle aziende che lo richiedono, ovviamente previo il rispetto dei requisiti e di una serie di analisi».

Un’analisi che viaggia su due livelli, in un senso e nell’altro. «Un prestito di questa portata, inoltre  è garanzia di due fattori. Da una parte, tutela il lavoro per gli oltre 50.000 lavoratori che il Gruppo FCA ha in Italia, dall’altra garantisce le 5.700 aziende della filiera che operano  insieme sul territorio. Insieme, le due garanzie, sono il miglior viatico per i progetti futuri. Insomma, ci vedo tanto di buono dietro questa vicenda».

Pensa che in qualche maniera la linea di credito richiesta possa aver creato problemi al pacchetto delle vostre proposte per l’intero comparto al Governo?

«Assolutamente, no: non vedo una sola ragione per cui questa azione legittima abbia potuto inficiare il complesso delle nostre proposizioni. Lo ripeto, è stato davvero un bel giorno quando ho saputo che FCA aveva avviato questi meccanismi virtuosi che spero prima possibile possano generare una dote così importante».

Vendite Europa -78% e qualcuno ancora critica il prestito a FCA