McLaren F1: la sua storia

McLaren F1: la sua storia

La granturismo che sapeva essere veloce e comfortevole allo stesso tempo: leggerissima e potentissima, ha rivoluzionato il segmento delle supercar per sempre

di Redazione

5 agosto 2020

C'è stato un periodo, inutile negarlo, in cui la McLaren in Formula 1 faceva letteralmente quello che voleva. E, allo stesso tempo, un periodo in cui molti Costruttori di supercar stradali erano in pieno fermento creativo. Da un lato, quindi, Ayrton Senna e Alain Prost che si dividono i titoli mondiali a colpi di Gran Premi e scorrettezze reciproche nello stesso scenario, Suzuka, e sullo sfondo Ron Dennis che gongola per i titoli costruttori vinti in successione; dall'altro, Ferrari, che ha esaurito l'entusiasmo per la F40 e ci riprova con la Testarossa 512 TR, Lamborghini, che sta per dare vita al progetto Diablo, e Bugatti, che con la EB110 è appena entrata nella storia del culto automobilistico.

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Una storia a cui vuole partecipare anche McLaren, quindi, e non più solamente in pista. La Casa britannica, a fine 1988, vuole costruire una supercar di serie che possa rivoluzionare per sempre la categoria e, perché no, farlo utilizzando le tecnologie da F1 che le stanno consentendo di riempire il palmarès. Sta per nascere McLaren F1.

McLaren F1 FOTO

McLaren F1 FOTO

La granturismo che sapeva essere veloce e comfortevole allo stesso tempo: leggerissima e potentissima, ha rivoluzionato il segmento delle supercar per sempre. Spinta da un BMW V12 6 litri da 627 CV, a distanza di trent'anni dal lancio rimane l'auto a motore aspirato naturale più potente della storia

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GORDON MURRAY A CAPO DEL PROGETTO

Viene formata una squadra di 7 tecnici, guidati da Gordon Murray: baffo folto, capello lungo e tanta, tanta inventiva. L'obiettivo del team è di creare una macchina super potente ma diversa rispetto alla concorrenza. Si cerca di offrire quello che le altre supercar non danno: quindi, veloce, anzi, velocissima, ma anche comfortevole.

Gordon Murray T.50: FOTO

Gordon Murray T.50: FOTO

Ecco l'ultima creazione del genio di Gordono Murray,la T.50. Una supercar di soli 986 kg spinta da un V12 ultra leggero, ma dalla potenza di fuoco di ben 663 cavalli a 11.500 giri/min e 467 Nm di coppia a 9.000 giri/min.

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MOTORIZZAZIONE: I 627 CV DEL V12 BMW

Partiamo dal capitolo motore, allora. Per spingere la nuova vettura, viene scelta BMW. La Casa bavarese costruisce appositamente un potentissimo 12 cilindri (quattro valvole per cilindro) a V chiamato s70/2, montato in posizione centrale-posteriore, 6 litri, caratterizzato da qualche "sfizio" come i pistoni in alluminio e capace di erogare 627 CV a 7.500 giri/min. Viene abbinato a un cambio manuale (siamo ancora negli anni Novanta e la potenza si sente nuda e cruda...) a sei marce, frizione a tre dischi in carbonio e differenziale a slittamento limitato.

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CARROZZERIA E L'ABITACOLO A TRE POSTI

Il propulsore BMW, già di per sè leggero, deve essere inserito all'interno di un contesto telaistico altrettanto leggero. McLaren F1 diventa quindi la prima auto stradale di sempre ad avere una scocca autoportante in fibra di carbonio. La carrozzeria che riveste il telaio è altrettanto semplice: nessun virtuosismo specifico, né qualche strano elemento tecnico. Gli esterni della F1 si presentano puliti e funzionali.

L'altro modo per guadagnare leggerezza è rappresentato dall'abitacolo. McLaren F1 infatti è una delle primissime supercar a tre posti: guidatore in posizione centrale e due passeggeri ai lati, leggermente arretrati. Una soluzione innovativa e poco diffusa fino ad allora, ma che consente di distribuire al meglio le masse e diminuire il peso. Ne viene fuori una granturismo da 1.110 kg scarsi (1,75 kg/CV): abbinando il peso al quadro motoristico, le premesse possono far sorridere tutta Woking.

LA CORSA DEI PROTOTIPI E LA PRESENTAZIONE A MONTECARLO

E così, la macchina ultimata viene presentata il 28 maggio 1992 a Montecarlo, nel weekend in cui si corre per la 50esima volta nella storia il Gran Premio di Monaco. E siccome gli Dei dell'Automobile non lasciano nulla al caso, quella corsa la vince Senna, superfluo specificare su quale macchina.

L'anno dopo vengono consegnati i primi esemplari ai clienti. Anzi, ai pochi clienti, dato che la F1 standard viene prodotta in soli 64 esemplari, che arriveranno a un centinaio in totale se consideriamo le altre versioni: la GTR (dedicata alle competizioni), la F1 LM (che a dispetto del nome - "Le Mans" - era una stradale) e l'altra stradale F1 GT, tutte con una potenza di cavalli superiore rispetto al modello originario.

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Ma McLaren, prima della commercializzazione, aveva costruito ben 5 prototipi numerati del modello, ognuno con destini e scopi diversi. Uno di essi, la F1 XP5, nel 1998 scese sulla pista di Ehra-Lessien, in Germania, e battè il primato di auto stradale più veloce del mondo, sfrecciando a 386 km/h.

IL PRIMATO E L'EREDITÀ

Certo, oggi i modelli Bugatti e Koenigsegg hanno ampiamente superato queste cifre. Ma con l'ausilio di sovralimentazioni turbo. McLaren F1 rimane, a quasi trent'anni dal lancio, l'auto con motore aspirato naturale più veloce e potente della storia. Il fiore all'occhiello della carriera di Gordon Murray, capace di segnare e rivoluzionare per sempre la categoria delle supercar. Oggi, la sua eredità rivive negli altri modelli della Casa di Woking, dalla 765 LT fino alla poderosa Speedtail.

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