AttualitàVi propongo un punto di vista diverso sull’arrivo dei brand cinesi in Europa. La provocazione? Potrebbero essere loro che salvano i posti di lavoro nelle fabbriche delle case del vecchio Continente?
La situazione delle Case auto “tradizionali” è abbastanza chiara con tagli della produzione e quindi con linee di montaggio con turni ridotti e cassa integrazione. Emanuele Cappellano, responsabile per l'Europa, ai sindacati metalmeccanici italiani ha detto che Stellantis non chiuderà nessuno dei suoi stabilimenti italiani e ha assegnato a ciascuno di essi un ruolo produttivo specifico nell'ambito di un più ampio piano di rilancio, ma è anche vero che l’AD Filosa a fine maggio ha annunciato che il Gruppo produrrà 800mila vetture in meno all’anno. Quindi, al netto di dove sarà la verità, sicuramente qualche linea di produzione resterà vuota.
Ma è una situazione che riguarda anche altri brand come Nissan, Volvo, Renault e Volkswagen. Ecco quindi che le case auto “tradizionali” per risolvere la situazione hanno deciso di “affittare” ai brand Cinesi le loro linee di produzione. Chery produrrà le sue vetture elettriche nello stabilimento di Nissan a Sunderland in Inghilterra; Dongfeng produrrà nello stabilimento di Stellantis di Rennes in Francia; Leapmotor costruirà almeno un modello nella fabbrica Stellantis di Madrid; SAIC costruirà delle MG in uno stabilimento spagnolo in Galizia. Xpeng è in trattative con Volkswagen e altre case automobilistiche per l'acquisto di uno stabilimento in Europa.
Insomma, in questo modo i posti di lavoro dovrebbero essere salvi e i brand cinesi potranno eludere i dazi imposti dalla UE anche per le vetture elettriche. Si parla di oltre due milioni di vetture cinesi che verranno prodotte entro il 2028 in Europa. Ma c’è già chi è più avanti come BYD che ha aperto un suo stabilimento in Ungheria e punta all’acquisizione di un secondo stabilimento. Volvo ha offerto gli stabilimenti europei della casa automobilistica svedese per la produzione di veicoli destinati ai marchi cinesi Geely, Zeekr, Lynk&Co.
Tra le recenti chiusure di stabilimenti europei figurano la fabbrica Audi di Bruxelles, lo stabilimento Nissan di Barcellona e quello Ford di Saarlouis, in Germania. Lo stabilimento Stellantis di Poissy, in Francia, cesserà la produzione di automobili dopo il 2028 per dedicarsi al riciclo, seguendo l'esempio di Renault che nel 2024 abbandonerà il suo stabilimento di Flins, sempre in Francia. Potrebbe essere questa una soluzione per evitare il passaggio al militare come Mercedes.
5 giorni fa